Buone notizie per le energie rinnovabili: Italia più appetibile per gli investimenti

E’ questa la più importante evidenza di un indagine sviluppata da Ernst & Young, che, periodicamente, fornisce un ranking relativo alla capacità di attrarre investimenti nelle energie rinnovabili nei 40 mercati globali più importanti.

Il tema

Le energie rinnovabili devono essere rilanciate su ampia scala, per poter effettivamente realizzare uno svilippo economico sostenibile, realizzare gli obiettivi del PNRR e piano d’azione comunitario per la neutralità climatica predisposto nel Dicembre 2019 dalla UE.

Nonostante gli effetti della pandemia, E&Y ravvisa un un aumento degli investimenti nel settore

Molti Paesi vedono incrementare le proprie opportunità di sviluppo del settore, ed in particolare l’Italia, per merito dello sviluppo tecnologico e del supporto della classe politica, sale fino al 13° posto, dal 15°.

La tendenza globale

Grazie ai progressi tecnologici e al supporto della classe politica, l’industria globale delle energie rinnovabili, nonostante la pandemia di Covid-19, sta attraverso un momento di rapida ed importante crescita, come rileva l’ultima edizione del RECAI (Renawable Energy Country Attractiveness Index), l’influente ricerca di Ernst & Young (E&Y), il gigante dei servizi professionali di revisione e di organizzazione contabile, fiscalità, transaction e advisory, pubblicata in vista della COP26 di Glasgow, che stila una classifica della capacità di attrarre investimenti nelle energie rinnovabili dei 40 principali mercati globali e e delle opportunità di crescita del settore in ogni singolo Paese, e che ha riscontrato come nel 2020: gli investimenti nel settore sono cresciuti del 2% e le installazioni hanno avuto un incremento di ben il 45% rispetto all’anno precedente.

Ridurre le emissioni di anidride carbonica attraverso l’uso di tecnologie rinnovabili e accelerare la transizione energetica è il tema prioritario dei Governi, come confermato a Glasgow dove un gruppo di oltre 40 Capi di Stato e di Governo hanno aderito all’iniziativa denominata “Glasgow Breakthroughs“, un Piano per rendere le tecnologie pulite “la scelta più conveniente, accessibile e attraente,  il punto di riferimento predefinito in quelli che sono attualmente i settori più inquinanti, per ridurre le emissioni in tutto il mondo – ha affermato il Primo ministro britannico, Boris Johnson annunciando l’accordo raggiunto – ‘Glasgow Breaktroughs’ daranno una spinta in avanti, in modo che entro il 2030 le tecnologie pulite possano essere adottate ovunque, non solo riducendo le emissioni, ma creando anche più posti di lavoro e maggiore prosperità“.

Come evidenzia la 58ma edizione del RECAI, per sostenere velocemente la transizione energetica bisogna sviluppare una rete infrastrutturale in grado di integrare i crescenti volumi di risorse variabili, che potrebbe richiedere un aumento del 50% della spesa per la rete nel prossimo decennio.

In questo scenario, l’Italia passa dal 15° al 13° posto su 40 Paesi, per l’attrattività di investimenti e opportunità di sviluppo nel settore delle energie rinnovabili, consolidando il proprio impegno nella transizione energetica.

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