CESISP: maggiore “circolarità” con il programma nazionale gestione rifiuti previsto dal Circular Economy package

Con un rapporto rilasciato la scorsa settimana, il Cesisp fornisce una stima del fabbisogno impiantistico per il piano nazionale di gestione dei rifiuti (urbani) ed evidenzia il grado di circolarità della nostra economia, atteso da qui agli anni a venire, a seguito del recepimento delle direttive del Circular Economy Package.

Che cos’è il CESISP

CESISP – Centro di Ricerca in Economia e Regolazione dei Servizi, dell’Industria e del Settore Pubblico – è stato istituito alla fine del 2017 presso il Dipartimento di Scienze Economico Aziendali e Diritto per l’Economia con il sostegno di Banca Intesa Sanpaolo, con lo scopo di contribuire all’analisi degli aspetti economici, gestionali e normativi delle attività industriali, dei servizi e del settore pubblico dell’economia con particolare attenzione alle strategie di politica economica e industriale in tema di ambiente, energia, trasporti e infrastrutture. Esso svolge nelle sue aree tematiche attività di ricerca, di promozione della formazione, di divulgazione dei risultati scientifici e di partecipazione al dibattito sulle scelte pubbliche in un’ottica interdisciplinare e applicata.

il contenuto

Con le nuove Direttive UE/2018/851 e UE/2018/852 l’Europa ha assunto una leadership globale in materia di economia circolare. Accanto alle misure previste per la sostenibilità ambientale, il pacchetto Economia Circolare rappresenta sicuramente un driver di cambiamento tecnologico importante dei processi di produzione e di consumo degli Stati Membri.

Lo scorso 7 agosto il Consiglio dei ministri ha definitivamente approvato i quattro decreti legislativi del “pacchetto economia circolare” con il quale vengono modificate e aggiornate la Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e la Direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio.

Il paper richiama gli aspetti giuridico-amministrativi connessi al tema della dotazione e programmazione impiantistica, dopo l’introduzione agli aspetti metodologici dell’analisi, gli indicatori, le fasi di analisi ed i dati utilizzati il documento espone e commenta i risultati in relazione alla capacità di trattamento dei rifiuti a livello regionale e all’attività di programmazione nazionale e regionale affinché le regioni convergano su livelli dei best performer comprese alcune implicazioni di politica ambientale e conclude

le principali evidenze

Come la stessa ISPRA documenta annualmente, rispetto agli obiettivi di Economia Circolare il nostro Paese presenta delle performance territoriali estremamente eterogenee nella gestione dei rifiuti urbani alternando aree di eccellenza, che già oggi superano i nuovi obiettivi comunitari, ad aree territoriali in forte ritardo in primis a causa di un deficit impiantistico strutturale.

Un ruolo chiave per colmare il Circular Divide italiano sarà svolto dal “Programma nazionale per la Gestione dei Rifiuti” (di seguito PNGR) 1 con il quale saranno definiti i criteri e le linee strategiche cui le regioni e le province autonome devono attenersi per l’elaborazione dei Piani Regionali Gestione Rifiuti (di seguito PRGR). Se gli obiettivi di economia circolare rappresentano una importante sfida tecnologica dei processi di produzione e di consumo, riteniamo che non secondaria sarà l’”efficienza tecnologica” sul piano organizzativo-amministrativo che le istituzioni dovranno implementare nel raccordo tra la programmazione Nazionale e Regionale, al fine di garantire a tutti i cittadini e alle imprese performance ambientali eque, economicamente efficienti ed in linea con gli obiettivi UE su tutto il territorio italiano.

Rispetto ai nuovi obiettivi ambientali stabiliti nel nuovo pacchetto di Economia Circolare al 2035 – 65% di raccolta differenziata e 10% di conferimento in discarica – la situazione regionale italiana presenta un forte circular divide con regioni settentrionali che hanno già raggiunto gli obiettivi comunitari e regioni meridionali che presentano gravi ritardi. Il Paese dovrà presentare nei prossimi mesi una pianificazione strategica sia nazionale (PNGR) che regionale (PRGR) per identificare le linee di azione finalizzate al raggiungimento degli obiettivi europei. Accanto al rafforzamento della raccolta differenziata gli obiettivi di Economia Circolare rappresentano una sfida importante anche in termini tecnologici e impiantistici relativi alla capacità di trattamento e smaltimento dei rifiuti.