Il Consiglio europeo dei Ministri dell’Ambiente ribadisce il proprio impegno per l’economia circolare

Lo scorso 17 Dicembre 2020, il consiglio europeo dei ministri dell’Ambiente ha approvato un documento intitolato “Rendere la ripresa circolare e verde”, riportando l’attenzione sull’economia circolare come volano per la ripresa economica in stretta connessione con il Piano d’azione per l’economia circolare, adottato a marzo scorso.

Le premesse al documento

Con un documento rilasciato nel Dicembre 2020, l’Unione europea conferma il suo impegno, in un contesto particolarmente segnato dall’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus COVID-19, per realizzare, nel tessuto comunitario, modelli di economia circolare e sviluppo sostenibile, con la pubblicazione del documento “.

Nelle premesse all’atto viene ricordato il percorso mediante il quale si è giunti alla produzione del documento, ed in particolare, nel recente passato, la pubblicazione del Piano d’azione per l’economia per un’Europa più pulita e più competitiva, avvenuta a cura della Commissione Europea lo scorso 11 marzo.

Tale pianificazione rappresenta, nelle intenzioni della Comunità, l’architrave per realizzare, sotto un profilo operativo, il Green Deal europeo, avviato nel Dicembre del 2019, e definisce un quadro globale di azioni

volto ad accelerare la transizione verso un “modello di crescita rigenerativa” che renderà un contributo significativo al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e al disaccoppiamento della crescita dall’uso delle risorse, garantendo nel contempo la competitività a lungo termine dell’UE.

Questa transizione è anche parte integrante della strategia industriale europea presentata contestualmente dalla Commissione.

I punti di azione della nuova pianificazione

La Comunità ha predisposto un ambizioso piano, articolato in 35 punti d’azione, nell’ambito di approccio complessivo improntato alla sostenibilità, delineando un quadro della politica dei prodotti come elemento chiave che comprende iniziative sulla progettazione dei prodotti, processi di produzione e sull’empowerment dei consumatori e degli acquirenti pubblici.

I settori merceologici interessati dalle iniziative saranno quelli dell’elettronica e delle telecomunicazioni, della produzione di batterie ed imballaggi, plastica, tessuti, edilizia e costruzioni e cibo.

Si preannuncia, nel documento, anche una ulteriore revisione della legislazione sui rifiuti oltre a quella avviata nel 2018 con le Direttive del Circular Economy Package.

Il calendario dei lavori

Come si è giunti alla produzione del Piano? I lavori sono iniziati nella scorsa primavera, con i gruppi di lavoro comunitari. Successivamente, il 23 giugno 2020 I ministri dell’ambiente in una videoconferenza informale hanno avuto uno scambio di opinioni sul contributo delle politiche ambientali e climatiche, compresa la circolare economia, alla ripresa da COVID-19.

In tale contesto, la Presidenza ha presentato una serie di progetti di conclusioni del Consiglio intitolati “Rendere la ripresa circolare e verde” in risposta al Piano d’Azione finalizzato alla fornitura orientamenti politici completi sulla vasta gamma di azioni previste dalla Commissione in essa.

Il progetto di conclusioni evidenzia anche il ruolo dell’economia circolare nella ripresa da COVID-19 e creare un collegamento alla digitalizzazione, sottolineandone l’importanza per il raggiungimento il pieno potenziale dell’economia circolare.

Il progetto di conclusioni è stato discusso a livello di gruppo di lavoro in una serie di informali videoconferenze che si sono tradotte in un ampio sostegno all’ultima bozza proposta dal Presidenza. Successivamente, sono stati provvisoriamente concordati attraverso un silenzio informale procedura.

L’accordo sul progetto di conclusioni è stato confermato dal Comitato permanente Rappresentanti il ​​9 dicembre 2020.

Le dichiarazioni

Nell’ambito del consiglio dei ministri della Comunità Europea, è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il quale ha precisato che la circolarità rappresenta la chiave della transizione e che “riteniamo che le misure che possano più di altre contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di trasformare l’Europa in un continente climaticamente neutrale, in grado di preservare la biodiversità, resiliente e inclusivo, passino per l’economia circolare” ha detto Costa rivolgendosi agli altri ministri dell’Ambiente. Vi sono alcuni elementi di prioritaria importanza per favorire la sostenibilità dei prodotti, dei processi e dei consumi: penso all‘impronta ambientale, all’etichettatura ecologica, al sostegno alle imprese nella promozione della durabilità e riparabilità dei prodotti, il contrasto all’obsolescenza programmata e l’elaborazione di metodologie per tracciare minimizzare le sostanze che destano preoccupazione nei materiali riciclati nei prodotti in essi contenuti. Vorrei esprimere particolare apprezzamento per il riferimento nelle conclusioni al riciclo chimico delle plastiche come metodo innovativo per il raggiungimento degli obiettivi di riciclo”.

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