Convegno Sumus Italia – Ecopneus sui CAM

Nelle scorse edizioni di Ambiens, la nostra newsletter si è occupata di Criteri Ambientali Minimi, ovvero di quei criteri che, a seguito della riforma del codice dei contratti pubblici. Ebbene, lo scorso 12 Febbraio si è svolto, nella sala stampa della Camera dei Deputati, la presentazione del report di monitoraggio sull’applicazione dei criteri ambientali minimi nelle procedure di approvvigionamento dei comuni appartenenti all’associazione Comuni virtuosi, realizzato dalla società di consulenza Punto 3 e dall’Associazione Comuni Virtuosi con la collaborazione di Sumus Italia e del Consorzio Ecopneus.

L’evento

Con un convegno svolto lo scorso 12 febbraio scorso, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, è stato presentato un interessante report sullo stato dell’arte in materia di applicazione dei criteri ambientali minimi nelle procedure di affidamento.

Il campione osservato è stato quello degli enti locali appartenenti all’associazione Comuni virtuosi, ed è stato realizzato dalla società di consulenza Punto 3 e dall’Associazione Comuni Virtuosi con la collaborazione di Sumus Italia e del Consorzio Ecopneus per fornire informazioni sulle tendenze in atto presso i Comuni appartenenti all’Associazione dei Comuni Virtuosi in termini di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).

Le evidenze statistiche

Dall’indagine emerge che, nonostante l’applicazione dei criteri sia obbligatoria, con l’applicazione nel nuovo codice dei contratti pubblici, questa, di fatto, sia assolutamente scarsa e deficitaria.

Infatti, il report mostra che i “criteri” vengono scarsamente applicati, ed in particolare:

  1. per gli acquisti di carta per ufficio in misura pari al 60%;
  2. nella ristorazione solamente il 50%;
  3. per il materiale elettrico per i locali solamente il 43%.

Invece per gli acquisti di veicoli per il trasporto su strada la percentuale di bandi con criteri ambientali è molto bassa, soltanto il 6 per cento; stessa percentuale riguarda anche il verde pubblico.

E l’edilizia, che con criteri verdi assicurerebbe un grande risparmio energetico, vede bandi con applicazione dei Cam soltanto per il 5 per cento.

Un altro aspetto che l’indagine ha evidenziato è la scarsa formazione del personale che deve applicare i Cam. Nel 50 per cento dei casi, infatti, non c’è stata la partecipazione a corsi di aggiornamento e su Cam e Gpp (Green procurement management) , soltanto il 25 per cento ha organizzato eventi formativi e il 25 per cento non risponde.

I Comuni rilevano che i Cam non sono applicati nel 42 per cento dei casi per la difficoltà dei criteri ambientali da inserire nei bandi che andrebbero scritti con competenze molto specifiche, per il 15 per cento perché è difficile verificare la validità dei documenti forniti dalle ditte appaltatrici, ma, ancora una volta, c’è un eloquente 30 per cento degli enti pubblici che non risponde.

Le dichiarazioni

Paolo Fabbri Presidente di Punto 3 Srl: “L’indagine che abbiamo realizzato vuole dare un piccolo contributo alla programmazione ed al controllo di una spesa pubblica orientata a razionalizzare gli acquisti ed i consumi ed in grado di incrementare la qualità ambientale delle forniture e degli affidamenti“afferma Paolo Fabbri Presidente di Punto 3 Srl.

Marco Boschini coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi: “Al di là dei vincoli normativi o degli obiettivi che le istituzioni si danno, cosa rimane sulla scrivania di un sindaco o di un responsabile della centrale acquisti di un Comune rispetto al tema dei CAM? È a questa domanda che dovrebbero rispondere tutti quelli che, a vario titolo, si occupano di acquisti verdi nel nostro Paese. Ed è esattamente la risposta che abbiamo provato a mettere insieme noi, interrogando i sindaci dei nostri comuni soci, per raccogliere un campione attendibile di quanto accade sul serio nella trincea quotidiana degli enti locali- afferma Marco Boschini coordinatore dell’Associazione dei Comuni Virtuosi.