Decreto FER, l’attesa si allunga

Cattive notizie dalla Commissione Europea. Preannunciato, in via ufficiosa sembra vi sia uno slittamento dell’approvazione del c.d. “Decreto Rinnovabili”, riguardante gli incentivi alla produzione di energia elettrica a partire da tali fonti.

La trasmissione dello schema di DM “rinnovabili” alla Commissione Europea

Nel mese di gennaio 2019, il nostro Paese aveva trasmesso alla Commissione europea lo schema di “Decreto Incentivi” sulla produzione di energia elettrica a partire da fonti di energia rinnovabile, nella speranza di giungere, rapidamente, al termine della procedura di approvazione del medesimo.

All’interno dell’atto:

  • si prevedeva che il primo bando su aste e registri si sarebbe dovuto svolgere già il31 gennaio 2019;
  • era stato recepito il parere del Ministero dell’Ambiente in materia di mini-idroelettrico, per cui, nonostante l’opposizione di diverse Regioni e Province autonome, il Decreto non consentirà l’accesso ai nuovi incentivi per tutti gli impianti che non rispetteranno la tipologia costruttiva a impatto zero sui corpi idrici.

Lo slittamento “ufficioso”

A seguito di queste e di altre richieste contenute nell’atto, in via ufficiosa le richieste italiane, avanzate alla Commissione europea, si ritiene porteranno ad uno slittamento di almeno due mesi per l’approvazione dello schema di decreto sull’incentivazione delle rinnovabili elettriche.

La notizia non proviene dal MiSE, ma è stata comunicata in via ufficiosa – attraverso i social networks – dal sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa, secondo il quale le domande arrivate negli ultimi giorni da parte della Commissione europea porteranno, nella sostanza, al ritardo sopra menzionato, per la prossima interlocuzione europea.

Si tratta di una pessima nuova per gli operatori: nel settore già si pregustava la possibilità di accedere agli incentivi in tempi molto brevi, cosa che avrebbe portato ad un rilancio del medesimo, essendo stimato un volume totale di investimenti pari a 270 milioni di euro l’anno di investimenti (per 20 anni) e rappresentare un primo passo verso il raggiungimento degli obiettivi per le rinnovabili al 2030.