EoW, diamo valore alla qualità

Confindustria Cisambiente, in collaborazione con Assocarta, ha realizzato un webinair sul nuovo regolamento end of waste per i rifiuti in carta e cartone, rilasciato recentemente dal Ministero per la Transizione Ecologica (MiTE). Stefano Sassone ha puntualizzato l’attuale stato dell’arte della produzione normativa sussidiaria sul punto.

I temi affrontati sull’intervento

Una breve cronologia degli eventi

Stefano Sassone ha introdotto il Convegno con una breve rassegna degli eventi che hanno portato alla situazione attuale in tema di produzione di Decreti “End of Waste” da parte del Ministero della Transizione ecologica.

Innanzitutto, il MATTM, con nota del 1° Luglio 2016 ed il TAR Veneto, con sentenza 1422/2016, statuivano che le Regioni erano dotate del “potere” e del “dovere” di procedere ad analisi della sussistenza delle quattro condizioni previste dall’articolo 183-bis, Dlgs 152/2006), ovvero potevano autorizzare, in via ordinaria, le attività di recupero per l’end of waste.

Successivamente, con sentenza n. 1229 del 28 Febbraio 2018, il Consiglio di Stato, di contro, postulava che spetta solo allo Stato il potere di disciplinare le condizioni per il rilascio /rinnovo autorizzazione per l’eow, ovvero di realizzare appositi Regolamenti al tal fine.

Da ultimo, con il c.d. “Decreto sulle crisi aziendali” (31 Agosto 2019), viene precisato dal Governo che, in mancanza di criteri specifici” le autorizzazioni per lo svolgimento di operazioni di recupero “sono rilasciate o rinnovate” nel rispetto di quanto stabilito nell’articolo 6 della Direttiva 98/2008/CE, ossia la Direttiva Quadro sui rifiuti, ma anche di criteri dettagliati, definiti nell’ambito degli stessi procedimenti autorizzativi: il DL va ad incidere, andandola a modificare in maniera definitiva, la prescrizione contenuta nell’art. 184-ter del Testo Unico Ambientale (D.Lgs. n. 152/2006).

Le conseguenze del «salvacrisi aziendali»

Con il suddetto Decreto legge, viene a cambiare la normariva da applicare sul tema. In particolare, in relazione a quanto sopra detto, in mancanza di criteri specifici, ai fini delle autorizzazioni regionali per il recupero:

  • Si applicano i criteri e condizioni previsti dalla Direttiva n. 98;
  • Le disposizioni del decreto ministeriale 5 febbraio 1998.

Tuttavia, tale normativa vigente:

  • non comprende i materiali innovativi e nuovi prodotti degli ultimi anni;
  • non prevede la possibilità di riutilizzo degli scarti dei cicli produttivi

Cosa comporta non avere regolamenti EoW?

  • Creano limiti tecnici alle operazioni di recupero: pongono proprio come limite tecnico, la possibilità che il rilascio delle stesse sia, di fatto, solo quello relativo ai processi (obsoleti) ivi elencati e limitato (es.: produzione di biometano), ai soli rifiuti in essi contemplati (es.: rifiuti da spazzamento stradale), ai soli prodotti ottenuti
  • Genera incertezze nelle competenti autorità regionali: in merito alle autorizzazioni vigenti per attività di recupero in corso di svolgimento, qualora non conformi alle disposizioni introdotte da questa norma, precisando che si tratta di interpretazioni che sono state espresse, che lasciano, comunque, il settore nell’incertezza.
  • Aumenta il volume dei rifiuti inviati a smaltimento: infatti, nell’incertezza, gli operatori non procedono con il loro recupero, determinando implicitamente un maggiore ricorso alle materie prime vergini, ad un mancata circolarità del sistema economico dei rifiuti/trattamento/recupero.
  • Aumenta il volume dei rifiuti inviati al recupero all’Estero: infatti, nell’incertezza, gli operatori devono trovare uno sbocco ai rifiuti da recuperare, laddove nel passato ciò era possibile. Situazione complicata dal c.d. «China ban»

Per maggiori informazioni

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