Il fine vita dei veicoli: quali sono le prospettive dell’autodemolizione

Si è provato a dare una risposta a questa domanda con il convegno organizzato lo scorso 29 giugno, da Techemet Italia e CAR.

Il convegno

Techemet Italia, ramo nazionale della multinazionale americana fra le più grandi raffinerie e fonderie di catalizzatori per automobili al mondo e CAR – Confederazione Autodemolitori Riuniti hanno ogranizzato, lo scorso 29 giugno un webinair dal titolo: “End of Life Vehicles: perché è un settore importate per l’economia europea?”.

Le evidenze

Si è evidenziato come l’Europa, in merito al tema in oggetto, osservi con notevole attenzione il mercato italiano, per cui stanno costantemente migliorando le aliquote percentuali relativi al recupero e riciclo di tali rifiuti. Questo è originato al comportamento proattivo di tutti gli operatori della filiera coinvolta nonché ad un adattamento continuo del metodo di calcolo delle informazioni.

Quanto emerge dall’osservazione della filiera, evidenzia come i soggetti che privilegiano gli aspetti green e chi ha investito di più, ha visto ottenere maggiori risultati, poiché si stanno affermando e prendendo piede nuovi modelli di business: la rivoluzione verde è e sarà la miglior risposta alla crisi economica.

In particolare emerge che la categoria degli autodemolitori costituisce il settore nell’ambito del quale si ottengono una rilevante quota di raccolta differenziata (83%), risultato molto vicino a quello richiesto dalla Comunità europea sul punto.

Il quadro normativo sulla gestione dei rifiuti, in costante evoluzione dal 1997 in avanti (anno del c.d. Decreto Ronchi, D.Lgs. n. 22/1997), ha stimolato una parallela evoluzione delle imprese della categoria con la conseguente maturazione di una diffusa coscienza ambientale e la maggior consapevolezza del ruolo all’interno dell’approccio più generale alla gestione dei rifiuti, in special modo quelli speciali e pericolosi.

Fra le difficoltà da superare per il prossimo futuro, è stato individuato la realizzazione di una nuova metodologie di calcolo per quanto riguarda le quantità che escono dai nostri impianti (la quota mancante, è stato evidenziato nel convegno, pari all’1,6%), appare come frutto di difficoltà compilative nella modulistica; così come è urgente risolvere l’annosa questione della cannibalizzazione delle parti di ricambio ad opera di altri soggetti interni alla filiera, questione che sta diventando ormai sistematica e molto pesante dal punto di vista economico, e da ultimo la questione del fluff residuo di frantumazione che potrebbe essere destinato alla valorizzazione energetica, ma questo è un tema che affido al Legislatore.

I partecipanti

Hanno preso parte all’evento Alfonso Gifuni (Presidente CAR, Alvise Marzo – Direttore affari istituzionali Techemet Italia), Marco Bracaglia (CEO Magistris & Wetzel SpA), Fabio Morvilli (Presidente Camera di Commercio Italo-Lussemburghese),  Davide De Lungo (Consigliere giuridico del Ministro per gli affari regionali e le autonomie del Governo), e Andrea Caroppo  (Parlamentare Europeo; Commissione mercato interno e industria).

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