Fondazione Symbola: l’Italia è leader europea nel riciclo

Con un rapporto, Fondazione Symbola conferma una tendenza in atto da parecchi anni: l’Italia, ed il suo sistema industriale di trattamento dei rifiuti, si colloca al vertice dei Paesi europei in termini di recupero di materia. Vediamo le evidenze del documento.

Symbola: Italia leader nel riciclo

E’ noto da tempo, ma è bene ricordarlo: l’Italia ha un sistema industriale del riciclo, ovvero del trattamento come materia del rifiuto, al vertice fra i Paesi della Comunità europea.

L’Italia è una superpotenza nell’economia circolare, e questo viene testimoniato dalla piu’ elevata aliquota percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti: il 79%, il doppio rispetto alla media europea l’intera filiera del riciclo, aspetto che genera aspetti positive, come lecito attendersi, in termini di circolarità e di risparmio di emissioni climalteranti.

Secondo il rapporto “L’economia circolare italiana per il Next Generation EU”, realizzato da Fondazione Symbola e Comieco, il resto della Comunità europea ricicla ad un ritmo annuale dimezzato rispetto al nostro Paese, il quale ha fatto segnare, tra il 2010 al 2018, unico tra i Paesi europei, un incremento del materiale trattato sotto questo profilo (+8,7%).

I dati

Quanto emerge dal Comunicato stampa della Fondazione, è un settore riciclo delle frazioni maggiormente valorizzabili (acciaio, alluminio, carta, vetro, plastica, legno, tessili), dove il nostro Paese, a differenza di altri rappresenta un importatore netto di materie seconde ed ha esportazioni molto contenute sia di plastiche che di carta.

L’intera filiera del riciclo – dalla raccolta alla preparazione fino al riciclo industriale – in termini economici ed occupazionali, vale complessivamente oltre 70 miliardi di euro di fatturato, 14,2 miliardi di valore aggiunto e oltre 213.000 occupati.

Il recupero di materia nei cicli produttivi permette un risparmio annuo pari a 23 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 63 milioni di tonnellate di CO2.

L’insieme delle emissioni di CO2eq evitate (dirette e indirette) attraverso il riciclo di materia operato in Italia vale l’85% delle emissioni dirette di gas climalteranti generate dalla produzione elettrica dell’Italia (63 Mt di CO2eq dal riciclo contro 74,5 Mt CO2eq dalla produzione elettrica 2020).

Il recupero e riciclo della materia seconda riveste un ruolo fondamentale per l’industria manifatturiera nazionale. Le materie prime dell’industria manifatturiera italiana sono prevalentemente “materie prime seconde” recuperate dalla differenziazione di rottami, maceri, rifiuti recuperati post-produzione o postconsumo.

Se guardiamo all’insieme delle produzioni siderurgiche e metallurgiche scopriamo ad esempio che la quota di materia prima seconda supera il 90%. Crescente e talora dominante è anche il ricorso a materia seconda nella produzione cartaria, vetraria, plastica e in alcuni settori dell’arredamento.

L’alta percentuale di riciclo è decisiva dal punto di vista della sostenibilità ambientale non solo per la riduzione delle quantità di rifiuti da smaltire e per la riduzione dei consumi di materie prime. È molto rilevante anche perché – attraverso l’impiego di materia già trasformata – determina consistenti risparmi nel consumo di energia e conseguentemente nelle emissioni climalteranti. Un corretto risparmio di materia prima e un innalzamento sensibile dell’uso di materia prima seconda può concorrere infatti al raffreddamento globale del pianeta. Considerando solo il riciclo di 44 milioni di tonnellate di materia infatti, i consumi energetici evitati e le emissioni evitate rispetto ad una produzione da materia prima vergine sono pari a 23 milioni di Tep e a 63 milioni di t di CO2eq. (dati 2018).

Per apprezzare il significato delle emissioni evitate con il riciclo si faccia un paragone con le emissioni generate dalla produzione di energia elettrica. L’insieme delle emissioni di CO2eq evitate (dirette e indirette) attraverso il riciclo di materia operato in Italia vale l’85% delle emissioni dirette di gas climalteranti generate dalla produzione elettrica dell’Italia (63 Mt di CO2eq dal riciclo contro 74,5 Mt CO2eq dalla produzione elettrica 2020).

In particolare, la filiera cartaria made in Italy genera un fatturato di circa 25 miliardi di euro, pari all’1,4% del PIL nazionale, occupa circa 200.000 addetti diretti e con un tasso di circolarità medio pari al 57%, rappresenta uno dei settori leader dell’economia circolare in Italia (la fibra vergine rappresenta solo il 33% della materia prima impiegata). Un risultato raggiunto anche grazie ad alti livelli di recupero della carta e cartone, ben oltre 5 milioni di tonnellate, un vantaggio importante, se si considera che ogni punto percentuale di crescita del riciclo di carta equivale ad una riduzione 84.000 tonnellate di rifiuti da smaltire. Nel 2018, il riciclo industriale della carta in Italia ha consentito di evitare consumi energetici pari a 1,5 milioni di Tep ed emissioni climalteranti pari a 4,4 milioni di tonnellate di CO2.

Il Next Generation UE è anche una eccezionale opportunità per una espansione del sistema cartario in nuovi mercati e per una ulteriore conversione ecologica del sistema stesso.

Maggiori informazioni

Per leggere il rapporto: Rapporto fondazione symbola – 24 apr 21

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