GSE: ampia diffusione delle fonti di energia rinnovabili nel 2018

È stato rilasciato lo scorso 26 Febbraio dal Gestore dei servizi elettrici  (“GSE”) il documento Fonti rinnovabili in Italia e in Europa, nel quale il GSE  scatta una fotografia al 2018 in merito alla diffusione delle fonti rinnovabili di energia (FER) nel nostro Paese, confrontando i risultati raggiunti dall’Italia con quelli degli altri Paesi UE, anche alla luce dei target da raggiungere al 2020.

Il quadro normativo di riferimento in tema di fonti di energia rinnovabili

Prima di vedere i dati salienti dell’indagine prodotta dal GSE, vediamo il quadro normativo di riferimento.

La Direttiva 2009/28/CE, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, assegna all’Europa nel suo complesso, e ai singoli Stati Membri, due obiettivi vincolanti in termini di diffusione delle fonti rinnovabili (FER):

  • obiettivo complessivo o overall target: raggiungere, entro il 2020, una quota dei consumi finali lordi (CFL) complessivi di energia coperta da fonti rinnovabili almeno pari al 20% in Europa (al 17% in Italia);
  • obiettivo settoriale trasporti: raggiungere, entro il 2020, una quota dei consumi finali lordi (CFL) di energia nel settore dei trasporti coperta da fonti rinnovabili, uguale per tutti gli Stati Membri, pari almeno al 10%.

In Italia il PAN – Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili, trasmesso alla Commissione europea nel 2010, individua le traiettorie annuali per il raggiungimento dei due obiettivi italiani al 2020 e ne introduce due ulteriori relative ai settori elettrico e termico.

Le principali evidenze empiriche riscontrate dal GSE con il rapporto

Veniamo dunque ai dati piu’ importanti riscontrati dal GSE sulla diffusione delle fonti di energia rinnovabile nel nostro Paese lungo il corso dell’anno 2018.

Il documento, sviluppato a partire dai più recenti dati pubblicati da Eurostat, presenta analisi di settore, confronti territoriali e approfondimenti sulle diverse fonti energetiche, evidenziando come le FER abbiano trovato, nel corso dell’annualità esaminata, una ampia diffusione in tutti i settori di impiego:

  • termico (10,7 Mtep, pari al 19% del totale settoriale);
  • elettrico (9,7 Mtep, 34% del totale settoriale);
  • trasporti (1,25 Mtep di biocarburanti; la quota settoriale, calcolata applicando i criteri della direttiva 2009/28/CE che considerano premialità ed energia elettrica, è pari al 7,7%).

In particolare, nel settore elettrico la fonte che nel 2018 ha fornito il contributo principale alla produzione di energia da FER è quella idraulica (42% della produzione complessiva, considerando il dato normalizzato); seguono solare fotovoltaica (20%), bioenergie (17%), eolica (16%, considerando il dato normalizzato) e geotermia (5%).

Nel settore termico, invece, le fonti principali sono la biomassa solida (circa 7 Mtep, senza considerare la frazione biodegradabile dei rifiuti), utilizzata soprattutto nel settore domestico in forma di legna da ardere o pellet, e le pompe di calore (2,6 Mtep). Nel settore trasporti il contributo principale è fornito dai biocarburanti.

Nel contesto europeo, in termini di sviluppo delle rinnovabili il nostro Paese ricopre un ruolo di primo piano: ad esempio, con circa 9,7 Mtep occupa nel 2018 il secondo posto in Europa per energia elettrica prodotta da FER, mentre con 21,6 Mtep occupa il terzo posto per consumi complessivi di energia rinnovabile. Considerando la quota dei consumi totali coperta da FER, l’Italia è uno dei 12 Stati Membri dell’UE ad aver già raggiunto il proprio obiettivo al 2020 (17%); il dato italiano per il 2018 (17,8%) è peraltro più alto di quello degli altri principali Paesi europei (Germania, Francia, Spagna, UK).