IEA: le tendenze del settore energia a seguito del COVID-19

Con un report estremamente interessante, IEA (International Energy Agency) traccia un bilancio di quanto avvenuto nel settore energia all’indomani della pandemia globale dovuta al COVID-19. In ripresa, e verso un picco mai toccato, la produzione di gas serra. Cina verso il ruolo di top-player in merito alla produzione di elettricità mediante rinnovabili.

Il report IEA

IEA ha rilasciato un report con il quale si mettono in evidenza le principali tendenze in atto nel settore energia, all’indomani della pandemia generata dalla diffusione del COVID-19. In breve, queste le principali conclusioni:

  • la pandemia continua ad avere un impatto sulla domanda globale di energia;
  • I mercati emergenti stanno riportando la domanda di energia al di sopra dei livelli del 2019;
  • la produzione di anidride carbonica, a seguito dei processi produttivi di energia, stanno per determinare il secondo più grande aumento annuale mai registrato;
  • nel contempo, la debolezza della domanda di petrolio per i trasporti sta mitigando la ripresa delle emissioni;
  • La domanda globale di carbone nel 2021 dovrebbe superare i livelli del 2019 e avvicinarsi al picco del 2014;
  • il gas naturale, tra i combustibili fossili, sta registrando li più grande aumento rispetto ai livelli del 2019;
  • la domanda di elettricità sta raggiungendo la sua crescita più rapida in oltre 10 anni;
  • le energie rinnovabili rimangono la storia di successo dell’era Covid 19;
  • è probabile che la Cina da sola rappresenti quasi la metà dell’aumento globale della produzione di elettricità rinnovabile.

Che cos’è IEA

Prima di vedere, in dettaglio, quanto sopra, qualche parola su IEA.

Si tratta dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), ovvero di una organizzazione internazionale intergovernativa, fondata nel 1974 dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in seguito allo shock petrolifero dell’anno precedente.

Il dettaglio delle evidenze sopra menzionate

La pandemia di Covid 19 continua ad avere un impatto sulla domanda globale di energia

Come risulta evidente dal Report, con le c.d. “terze ondate” vengono prolungate le restrizioni alla circolazione e ciò continua ad incidere negativamente sulla domanda globale di energia, contenendola. Altrettando, l’Agenzia evidenza come i pacchetti di stimolo (es.: in Italia il PNRR [Piano Nazionale Ripresa e Resilienza]), e il lancio dei vaccini forniscono una speranza di ripresa in tal senso[1].

I mercati emergenti stanno riportando la domanda di energia al di sopra dei livelli del 2019

IEA evidenzia come la domanda globale di energia sia destinata ad aumentare del 4,6% nel 2021, più che compensando la contrazione del 4% nel 2020 e spingendo la domanda dello 0,5% al ​​di sopra dei livelli del 2019.

Occorre precisare che, quasi il 70% dell’aumento previsto della domanda globale di energia, proviene dai mercati emergenti e dalle economie in via di sviluppo[2]. Il consumo di energia nelle economie avanzate dovrebbe essere del 3% inferiore ai livelli pre-Covid.

Le emissioni globali di CO2 legate all’energia si stanno dirigendo verso il secondo più grande aumento annuale mai registrato

La domanda di tutti i combustibili fossili è destinata a crescere in modo significativo nel 2021. Si prevede che la domanda di carbone da sola aumenterà del 60% in più rispetto a tutte le energie rinnovabili messe insieme, sostenendo un aumento delle emissioni di quasi il 5%, o 1 500 Mt. Questo aumento previsto invertirebbe l’80% del calo nel 2020, con emissioni che finiranno solo dell’1,2% (o 400 Mt) al di sotto dei livelli di emissioni del 2019.

La debolezza della domanda di petrolio per i trasporti sta mitigando la ripresa delle emissioni

Nonostante un previsto aumento annuo del 6,2% nel 2021, la domanda mondiale di petrolio dovrebbe rimanere intorno al 3% al di sotto dei livelli del 2019. Si prevede che l’uso di petrolio per il trasporto stradale non raggiungerà i livelli pre-Covid fino alla fine del 2021. Si prevede che l’uso di petrolio per il trasporto aereo rimarrà del 20% al di sotto dei livelli del 2019 anche a dicembre 2021, con una domanda annuale inferiore di oltre il 30% rispetto al 2019. Un pieno ritorno ai livelli di domanda di petrolio pre-crisi avrebbe spinto le emissioni di CO2 di un ulteriore 1,5%, portandole ben al di sopra dei livelli del 2019.

La domanda globale di carbone nel 2021 dovrebbe superare i livelli del 2019 e avvicinarsi al picco del 2014

Quali sono le variazioni attese per la domanda di carbone? IEA si attende che essa aumenterà del 4,5% nel 2021, con oltre l’80% della crescita concentrata in Asia, ed in particolare che la Cina, da sola, rappresenterà oltre il 50% della crescita globale.

Anche la domanda di carbone negli Stati Uniti e nell’Unione europea è in ripresa, ma è ancora destinata a rimanere ben al di sotto dei livelli pre-crisi[3]. Ma il rapido aumento della produzione a carbone in Asia significa che il settore energetico dovrebbe rappresentare l’80% del rimbalzo nel 2021.

Tra i combustibili fossili, il gas naturale è in corso per il più grande aumento rispetto ai livelli del 2019

Spostandoci sul gas naturale, la domanda si presuma debba crescere, per un +3,2% nel 2021, spinta dall’aumento della domanda in Asia, Medio Oriente e Federazione Russa (“Russia”). Si prevede che questo metterà la domanda globale oltre l’1% al di sopra dei livelli del 2019.

Negli Stati Uniti, il più grande mercato mondiale del gas naturale, l’aumento annuale della domanda dovrebbe ammontare a meno del 20% del calo di 20 miliardi di metri cubi nel 2020, schiacciato dalla continua crescita delle energie rinnovabili e dall’aumento dei prezzi del gas naturale. Quasi tre quarti della crescita della domanda globale nel 2021 proviene dai settori dell’industria e dell’edilizia, mentre la produzione di elettricità dal gas naturale rimane al di sotto dei livelli del 2019.

La domanda di elettricità sta raggiungendo la sua crescita più rapida in oltre 10 anni

Anche la richiesta di elettricità è destinata ad aumentare (+4,5% nel 2021, pari a ad oltre 1000 TWh ). Questo è quasi cinque volte maggiore del calo nel 2020, cementando la quota di elettricità nella domanda finale di energia superiore al 20%. Quasi l’80% dell’aumento previsto della domanda nel 2021 è nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, con la sola Repubblica Popolare Cinese (“Cina”) che rappresenta la metà della crescita globale. La domanda nelle economie avanzate rimane al di sotto dei livelli del 2019.

Le energie rinnovabili rimangono la storia di successo dell’era Covid 19

Si prevede che il solare fotovoltaico e l’eolico contribuiranno per due terzi alla crescita delle energie rinnovabili. Si prevede che la quota di energie rinnovabili nella generazione di elettricità aumenterà fino a quasi il 30% nel 2021, la quota più alta dall’inizio della rivoluzione industriale e da meno del 27% nel 2019. L’eolico è sulla buona strada per registrare il più grande aumento della generazione rinnovabile, in crescita di 275 TWh, pari a circa il 17%, dal 2020. La produzione di elettricità da solare fotovoltaico dovrebbe aumentare di 145 TWh, o quasi il 18%, e avvicinarsi a 1 000 TWh nel 2021.

È probabile che la Cina da sola rappresenti quasi la metà dell’aumento globale della produzione di elettricità rinnovabile

È seguito da Stati Uniti, Unione Europea e India. La Cina dovrebbe generare oltre 900 TWh da solare fotovoltaico ed eolico nel 2021, l’Unione Europea circa 580 TWh e gli Stati Uniti 550 TWh. Insieme, rappresentano quasi i tre quarti della produzione globale di energia solare fotovoltaica ed eolica

Per maggiori informazioni

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[1] La produzione economica globale dovrebbe riprendersi del 6% nel 2021, spingendo il PIL globale di oltre il 2% in più rispetto ai livelli del 2019.

[2] Dove la domanda è destinata a salire al 3,4% rispetto ai livelli del 2019.

[3] Il settore energetico ha rappresentato solo il 50% del calo delle emissioni legate al carbone nel 2020.

Approfondimenti

Sentenza Corte di Cassazione numero 14696 del 20 aprile 2021.

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