ISS: istruzioni agli operatori per la gestione di urbani e speciali assimilati

Come noto l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) sta predisponendo numerosi rapporti tecnici per fornire le indicazioni ad Operatori, Aziende e Cittadini. Tra questi, anche quelli rivolti agli operatori dei servizi di igiene ambientale.

I rapporti predisposti dall’ISS

I rapporti predisposti dall’Istituto superiore della Sanità sono:

  • indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie (cliccare qui): questo documento fornisce indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 nell’ambito delle strutture residenziali sociosanitarie
  • Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da COVID-19) nell’attuale scenario emergenziale SARS-CoV-2 (aggiornato al 14 marzo 2020) (cliccare qui): Questo documento è pensato fornire indicazioni agli operatori sanitari coinvolti in ambito assistenziale in merito ai rischi di esposizione professionale, alle misure di prevenzione e protezione disponibili, nonché alle caratteristiche del quadro clinico di COVID-19
  • Indicazioni ad interim per l’effettuazione dell’isolamento e della assistenza sanitaria domiciliare nell’attuale contesto COVID-19 (aggiornato al 7 marzo 2020) (cliccare qui): Questa guida è indirizzata alla gestione dei soggetti affetti da COVID-19 che necessitano l’implementazione di misure precauzionali atte a evitare la trasmissione del virus ad altre persone

Per il settore dell’igiene ambientale rimane di interesse primario il Rapporto ISS COVID-19 – n. 3/2020 (recante “Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2), che è stato aggiornato al 14 marzo 2020 (cliccare qui), di cui si riportano, alcune importanti evidenze nel seguito.

Il contenuto dell’aggiornamento

Premesse al rapporto.

Con il rapporto, innanzitutto, viene chiarito nell’introduzione, che le Linee Guida ISS (“LG”) si basano sul principio di cautela su tutto il territorio nazionale, come da DPCM 9 marzo 2020, sottolineando che, al momento, “non è noto il tempo di sopravvivenza in un rifiuto domestico/urbano dei coronavirus in generale, e del virus SARS-CoV-2 in particolare, ma sussiste una elevata percezione del rischio da parte della popolazione italiana ed anche tra gli operatori coinvolti nella raccolta dei rifiuti urbani”.

Tuttavia i virus provvisti di involucro pericapsidico (envelope) – come il SARS-CoV2 – hanno caratteristiche di sopravvivenza inferiori rispetto ai cosiddetti virus “nudi” (senza envelope: per esempio, enterovirus, norovirus, adenovirus ecc.), e quindi sono più suscettibili a fattori ambientali (temperatura, umidità, luce solare, microbiota autoctono, pH, ecc.), a trattamenti di disinfezione e biocidi.

Pertanto, limitatamente a quanto noto al momento attuale, si può ipotizzare che il virus SARS-CoV-2 si disattivi, per analogia con altri virus con envelope, in un intervallo temporale che va da pochi minuti a un massimo di 9 giorni, in dipendenza della matrice/materiale, della concentrazione e delle condizioni microclimatiche. Generalmente altri coronavirus (es. virus SARS e MERS)1[1] non sopravvivono su carta in assenza di umidità, ma si ritrovano più a lungo su indumenti monouso (se a concentrazione elevata, per 24 ore), rispetto ad esempio al cotone.

Le modalità di gestione dei rifiuti (urbani e speciali assimilati)

Ciò premesso, le LG richiamano due modalità di gestione dei rifiuti urbani e speciali assimilati:

  • caso 1: quelli prodotti in abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria
  • caso 2: quelli prodotti in abitazione dove soggiornano soggetti diversi dal primo caso.

Caso 1

Il rifiuto prodotto da soggetti positivi al COVID 19 sono “sanitari infettivi”

ISS richiama, come atto normativo di riferimento per la gestione della tipologia di rifiuti prodotti in ambito infetto, il DPR n. 254/2003[2]: infatti i rifiuti prodotti da soggetti, riscontrati come positivi al COVID-19, sono assimilabili, del tutto, a “sanitari infettivi”, sulla base della seguente considerazione. Con l’art. 2, c.1, si definiscono rifiuti sanitari “i rifiuti che “provengano da ambienti di isolamento infettivo e siano venuti a contatto con qualsiasi liquido biologico secreto od escreto dai pazienti isolati”. Pertanto, i rifiuti urbani provenienti dalle abitazioni dove soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria, dovrebbero essere considerati equivalenti a quelli che si possono generare in una struttura sanitaria, come definiti dal DPR 254/2003.

Le conseguenze dell’inclusione in tale categoria

Va da sé che ISS, ipotizzando l’iscrizione dei rifiuti prodotti in tale maniera nei “sanitari infettivi” (categoria HP, tanto per intenderci), dovrebbero essere applicate le prescrizioni del suddetto Decreto. In particolare, ISS ricorda le modalità di raccolta dei rifiuti in esame, per cui essi andrebbero raccolti in idonei imballaggi a perdere, secondo quanto prescritto dagli artt.9, c.5[3], e 15, per cui

“Le operazioni di movimentazione interna alla struttura sanitaria, di deposito temporaneo, di raccolta e trasporto, … devono essere effettuati utilizzando appositi imballaggi a perdere, anche flessibile, di colore diverso da quelli utilizzati per i rifiuti urbani e per gli altri rifiuti sanitari assimilati, recanti, ben visibile, l’indicazione indelebile “Rifiuti sanitari sterilizzati” alla quale dovrà essere aggiunta la data della sterilizzazione”

“I rifiuti speciali, prodotti al di fuori delle strutture sanitari, che come rischio risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, ai sensi dell’art. 2 comma 1, lettera d), devono essere gestiti con le stesse modalità dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”.

Pertanto, la fornitura degli imballaggi a perdere di cui sopra e la raccolta degli stessi dovrebbe essere a carico della struttura sanitaria che si avvarrà di un’azienda specializzata nella raccolta, trasporto e smaltimento del rifiuto stesso.

Raccomandazioni per Cittadini: suggerimenti confermati rispetto alle indicazioni del 13 Marzo

Con l’aggiornamento del 14 Marzo, ISS conferma le raccomandazioni per i Cittadini positivi, ovvero che venga interrotta la raccolta differenziata, ove in essere, e che tutti i rifiuti domestici, indipendentemente dalla loro natura e includendo fazzoletti, rotoli di carta, i teli monouso, mascherine e guanti, siano considerati indifferenziati e pertanto raccolti e conferiti insieme, confermando le istruizioni già comunicate nella giornata di ieri ai Signori Soci , e aggiungendo che ciò deve essere fatto “possibilmente utilizzando un contenitore a pedale”.

ISS, nella consapevolezza che la procedura sopra descritta potrebbe essere di difficile attuazione, anche per

l’assenza di contratti in essere con aziende specializzate nella raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti

infettivi, raccomanda agli Enti preposti di istituire un servizio dedicato di ritiro da parte di personale opportunamente addestrato, “che si considerano sufficientemente protettive per tutelare la salute della popolazione e degli operatori del settore dell’igiene ambientale (Raccolta e Smaltimento Rifiuti)”.

Raccomandazioni per gli Operatori

Rispetto alle precedenti comunicazioni, non vi avevamo fornito le indicazioni che ISS suggerisce agli operatori del Servizio di igiene urbana. In particolare ISS, per le attività di raccolta e Smaltimento Rifiuti,  raccomanda:

l’adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI), come da gestione ordinaria, in particolare di mascherine (filtranti facciali) FFP2 o FFP3 (in quest’ultimo caso, compatibilmente con la valutazione del rischio in essere in azienda).

L’effettuazione, in maniera centralizzata, delle seguenti attività:

  • la pulizia delle tute e degli indumenti da lavoro, riducendo al minimo la possibilità di disperdere il virus nell’aria (non scuotere o agitare gli abiti), sottoponendo le tute e gli indumenti a lavaggi e seguendo idonee procedure (lavaggio a temperatura di almeno 60°C con detersivi comuni, possibilmente aggiungendo disinfettanti tipo perossido di idrogeno o candeggina per tessuti);
  • la sostituzione dei guanti da lavoro non monouso, nella difficoltà di sanificarli, ogni qualvolta l’operatore segnali al proprio responsabile di aver maneggiato un sacco rotto e/o aperto;
  • la sanificazione e la disinfezione della cabina di guida dei mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti urbani dopo ogni ciclo di lavoro, facendo particolare attenzione ai tessuti (es., sedili) che possono rappresentare un sito di maggiore persistenza del virus rispetto a volante, cambio, ecc., più facilmente sanificabili. Tuttavia è da tenere in considerazione la necessità di non utilizzare aria compressa e/o acqua sotto pressione per la pulizia, o altri metodi che possono produrre spruzzi o possono aerosolizzare materiale infettivo nell’ambiente. L’aspirapolvere deve essere utilizzato solo dopo un’adeguata disinfezione. È consigliato l’uso di disinfettanti (es: a base di alcol almeno al 75% v/v) in confezione spray.

Gestione rifiuti indifferenziati

I rifiuti indifferenziati dovranno essere gestiti come da procedure vigenti sul territorio e, ove siano presenti impianti di termodistruzione, deve essere privilegiato l’incenerimento, al fine di minimizzare ogni  manipolazione del rifiuto stesso.

Gli operatori della raccolta dei rifiuti devono comunque attenersi alle norme igieniche precauzionali raccomandate dal Ministero della Salute, astenendosi dal servizio in caso di affezioni respiratorie e stati febbrili.

 

[1] Kampf et al. Journal of hospital Infection (2020)

[2] Recante “Regolamento recante la disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell’articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179”.

[3] Recante “Deposito temporaneo, deposito preliminare, messa in riserva, raccolta e trasporto dei rifiuti sanitari sterilizzati”.