Italia Domani, è on-line il sito web per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

E’ da qualche giorno on-line “Italia domani”, la piattaforma web per il PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, che andrà a contenere le informazioni, ma soprattutto i bandi legati ai finanziamenti erogati nell’ambito della pianificazione destinata al rilancio del nostro Paese dopo l’emergenza sanitaria dovuta al covid-19.

Che cos’è

Si tratta di una piattaforma web Un nuovo Paese, attraverso la quale l’Italia andrà a gestire il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, integrato dal nostro “Piano nazionale per gli investimenti complementari”, con risorse aggiuntive pari a 30,6 miliardi.

Il Piano avrà l’obiettivo, attraverso le utili indicazioni fornite all’interno del sito, di “lasciare una preziosa eredità alle generazioni future, dando vita a una crescita economica più robusta, sostenibile e inclusiva”, e dotare il nostro Paese di “una pubblica amministrazione più efficiente e digitalizzata”, dove “I cittadini italiani beneficeranno di trasporti più moderni, sostenibili e diffusi. Gli investimenti e le riforme di Italia Domani renderanno il Paese più coeso territorialmente, con un mercato del lavoro più dinamico e senza discriminazioni di genere e generazionali. La sanità pubblica sarà più moderna e vicina alle persone”.

Italia Domani fa parte di Next Generation EU, un progetto di rilancio economico dedicato agli stati membri.

L’obiettivo degli investimenti

L’obiettivo cui l’Italia punta mediante i massicci investimenti previsti dal PNRR (circa 191 miliardi di euro), è soprattutto quello di diffondere tra i cittadini, e soprattutto tra le nuove generazioni, cultura e consapevolezza sulle sfide ambientali da affrontare e sugli stili di vita più sostenibili da adottare.

Viene prevista una campagna omni-channel (podcast, video, documentari e stampa), la quale coinvolgerà, a tal proposito, artisti, opinion leader e i più svariati testimonial per raggiungere il maggior numero possibile di destinatari.

In particolare, sono previsti 120 podcast, 50 video per scuole, 30 documentari, 200 articoli sulla stampa nazionale, incentrati sui temi più caldi: il cambiamento climatico, il ruolo delle energie rinnovabili, la sostenibilità dell’atmosfera e delle temperature globali, il ruolo degli oceani, le riserve idriche, l’impronta ecologica individuale, l’economia circolare, la nuova agricoltura.

Sarà resa disponibile anche una piattaforma online con tutto il materiale educativo più rilevante sulle tematiche ambientali, e verranno coinvolti influencer e leader di pensiero per massimizzare la diffusione dei messaggi più rilevanti.

Le priorità del Piano

Sono fondamentalmente tre, con riferimento alle tre linee direttive sottoelencate.

Giovani

Il Piano, attraverso l’utilizzazione del plafond finanziario, si pone l’obiettivo di investire nelle nuove generazioni per garantire l’accesso ai servizi di assistenza all’infanzia, migliorare il sistema scolastico e invertire il declino di natalità del Paese, in un contesto dove, il tasso di disoccupazione giovanile per le persone fra i 15-24 anni di età è pari a circa il 30%; dove i giovani che non studiano e non lavorano (NEET) tra i 20 e i 34 anni in Italia, contro il 16,4% di media in UE, sono pari al 27,9%, ed il tasso di abbandono scolastico nelle scuole secondarie di primo grado, è pari al 3,8%.

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Parità di genere

Il Piano, attraverso l’utilizzazione del plafond finanziario, si pone l’obiettivo di garantire con riforme, istruzione e investimenti le stesse opportunità economiche e sociali tra uomini e donne in un’ottica di gender mainstreaming, in un contesto dove il 74,3% rappresenta la differenza del tasso di occupazione fra donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e donne senza figli, dove il tasso di partecipazione delle donne al mondo del lavoro, rispetto a una media europea del 67,4%, è pari al 53,8%, ed il tasso di inattività delle donne per necessità assistenziali, rispetto a una media europea del 31,8%, risulta essere pari a 35,7%

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Riduzione del divario di cittadinanza

Il Piano, attraverso l’utilizzazione del plafond finanziario, si pone l’obiettivo di colmare il divario di cittadinanza valorizzando il potenziale del Sud e rafforzando i servizi sociali territoriali per il sostegno alle persone disabili e anziane, dove il contesto di partenza è quello di un tasso di occupazione nel meridione del Paese decisamente piu’ basso (44,8% contro il 67,9% del Nord), dove 1 milione di persone sono emigrate dal Sud negli ultimi 20 anni, ed anche dove è pari al 51% la dispersione in media delle risorse idriche al Sud, rispetto al 41% nazionale.

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Le missioni

Diverse sono le missioni, ovvero le articolazioni, del PNRR. Tra queste, particolare rilievo assume quella dedicata alla transizione ecologica, che mira alla realizzazione della transizione verde, ecologica e inclusiva del Paese favorendo l’economia circolare, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e un’agricoltura più sostenibile. Essa copre un plafond pari a 59,46 mld di euro, ovvero il 31,05 % dell’importo totale del PNRR

Tra le linee di operatività si ricordano:

Potenziare l’economia circolare e gestione dei rifiuti, mediante il rafforzamento della rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento e riciclo dei materiali per migliorare l’economia circolare e la gestione dei rifiuti in tutto il Paese;

Incrementare le fonti di energia rinnovabile e sviluppo di soluzioni basate sull’idrogeno, semplificando le procedure di autorizzazione delle energie rinnovabili, incrementandone la presenza nel Paese, includendo l’avvio di soluzioni basate sull’idrogeno per la ricerca di frontiera, la produzione e l’utilizzo in industria e trasporti.

Migliorare la rete elettrica e le infrastrutture idriche, mediante un rafforzamento degli investimenti in smart grid per il potenziamento di capacità, affidabilità, sicurezza della rete elettrica, e riducendo le perdite nella rete di distribuzione dell’acqua.

Aumentare gli incentivi per l’efficienza energetica degli edifici, migliorando la qualità del decoro urbano, del tessuto sociale e ambientale riducendo le emissioni, anche attraverso la ristrutturazione di edifici pubblici.

Incrementare gli investimenti per contrastare il cambiamento climatico e il dissesto idrogeologico, mettendo in sicurezza le aree più a rischio frane o allagamenti e valorizzare il territorio, attraverso interventi di riqualificazione, monitoraggio e prevenzione.

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