Le indicazioni per le attività di sanificazione

Con le un documento SNPA fornisce agli operatori le indicazioni tecniche per la pulizia degli ambienti esterni.

La nota ISPRA

Con un documento rilasciato lo scorso mercoledì 18 marzo, recente “indicazioni tecniche del consiglio del sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (snpa)”, relativamente agli aspetti ambientali della pulizia degli ambienti esterni e dell’utilizzo di disinfettanti nel quadro dell’emergenza covid-19 e sue  evoluzioni”, ISPRA fornire le prime indicazioni operative per la sanificazione agli Operatori.

Le considerazioni dell’Istituto superiore della sanità in merito al lavaggio delle strade

L’istituto prende spunto dalle valutazioni dell’Istituto superiore della Sanità (ISS), che, sempre il 18 marzo, aveva fornito indicazioni generali sulla “Disinfezione degli ambienti esterni e utilizzo di disinfettanti (ipoclorito di sodio) su superfici stradali e pavimentazione urbana per la prevenzione della trasmissione
dell’infezione da SARS-CoV-2 del 17 marzo 2020”, a riguardo della questione lavaggio (pulizia con detergenti) e della disinfezione stradale e delle pavimentazioni urbane su larga scala, nota mediante la quale:

  • viene confermata l’indicazione per cui si suggerisce di procedere alla ordinaria pulizia delle strade saponi/detergenti convenzionali, assicurando tuttavia di evitare la produzione di polveri aerosol;
  • valuta la “disinfezione” quale misura la cui utilità non è accertata, in quanto non esiste, allo stato, alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del COVID-19;
  • evidenzia come esistano informazioni contrastanti circa l’utilizzo di ipoclorito di sodio e la sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria[1].

La nota SNPA / ISPRA: dare indicazioni uniformi per minimizzare gli impatti ambientali

Ciò premesso, sul tema preso in esame dall’ISS, il Consiglio del Sistema Nazionale a per la Protezione dell’Ambiente ha condiviso la necessità e l’opportunità di dare alcune indicazioni uniformi sul territorio nazionale al fine di garantire la minimizzazione dei possibili impatti ambientali di tali pratiche[2].

Stop ad ipoclorito di sodio

ISPRA sottolinea come:

  • diverse agenzie, tra le quali l’ARPA Piemonte, si sono già pronunciate negativamente in merito alla possibilità di procedere all’uso massivo ed indiscriminato dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle strade[3], considerando questa pratica dannosa per l’ambiente se opportunamente gestita.
  • In linea generale, è condivisa dal Consiglio SNPA la considerazione dell’ISS di cui al parere
    citato sul fatto che le superfici esterne – quali strade, piazze, prati – non devono essere
    ripetutamente cosparse con disinfettanti poiché ciò potrebbe comportare inquinamento ambientale
    e dovrebbe essere evitato.

Lo spargimento dell’ipoclorito di sodio sulla pavimentazione stradale: da effettuare solo in casi straordinari

L’ipoclorito di sodio in presenza di materiali organici presenti sul pavimento stradale potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti estremamente pericolosi, quali clorammine e trialometani e altre sostanze cancerogene volatili. Non è inoltre possibile escludere la formazione di sottoprodotti pericolosi non volatili che possono contaminare gli approvvigionamenti di acqua potabile.

Pertanto, nel caso in cui le autorità locali ritengano comunque necessario, per finalità di tutela della salute pubblica, l’utilizzo di ipoclorito di sodio nelle pratiche di pulizia delle superfici stradali e pavimentazione urbana, tale utilizzo, alle condizioni sottoelencate, dovrebbe intendersi esclusivamente come integrativo e non sostitutivo delle modalità convenzionali di pulizia stradale e limitato a interventi straordinari.

In tali casi, per quello che riguarda le concentrazioni di ipoclorito di sodio da utilizzare nelle operazioni di disinfezione stradale e pavimentazione urbana è opportuno, anche per garantire la tutela ambientale, far riferimento alle concentrazioni di ipoclorito di sodio indicate per la sanificazione di oggetti e superfici soggette a contatto diretto con la popolazione, da realizzarsi, come per le altre superfici, con soluzioni di ipoclorito di sodio allo 0,1% (vedi ECHA 2017, Active Chlorine released from sodium hypocloride Product-type 1 (Human hygien)), dopo pulizia con un detergente neutro.

Il caso delle aree servite fognatura

Nel documento ISPRA si sofferma anche sugli impatti ambientali delle attività nelle aree servite da fognatura, in relazione al trattamento di depurazione, utilizzando, in eccesso ipoclorito di sodio.

In particolare, si segnalano possibili conseguenze negative sulla funzionalità degli impianti biologici di trattamento delle acque, con conseguenze negative sulla qualità degli scarichi finali.

Prima della sanificazione, occorre individuare le caratteristiche della superificie da sanificare

Da ultimo ISPRA sottolinea come, in via generale, va evidenziato come anche per tutte le eventuali miscele utilizzate per la cosiddetta sanificazione degli ambienti urbani tipo superfici stradali, pavimentazioni e altro, debbano essere preventivamente individuate e stabilite le loro caratteristiche ai fini della classificazione ai sensi della normativa sulla classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche e delle loro miscele (Regolamento (CE) n. 1272/2008 e s.m.i.), in relazione, quindi, alle caratteristiche di pericolosità per l’ambiente e le persone compresi i lavoratori che le utilizzano.

Altresì, occorre individuare le conseguenti misure di prevenzione e protezione sia per l’uomo che per l’ambiente, anche con particolare riferimento a quanto già definito nei relativi documenti emanati dall’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) e a cui si rimanda per ogni ulteriore approfondimento.

[1] L’efficacia delle procedure di sanificazione per mezzo dell’ipoclorito di sodio una matrice complessa come il pavimento stradale non è peraltro estrapolabile in alcun modo dalle prove di laboratorio condotte su superfici pulite.

[2] ISPRA precisa che le indicazioni in esame potranno essere riviste “alla luce dell’evoluzione dell’emergenza. Ciò anche al fine di dare risposta alle numerose richieste pervenute da parte enti locali e nella consapevolezza della necessità di fornire alle popolazioni già duramente colpite Co ViD-19 le adeguate indicazioni su tali profili ambientali”.

[3] ISPRA ricorda che tale sostanza è corrosiva per la pelle nonché  dannosa per gli occhi, e l’utilizzo per la disinfezione delle strade è associabile ad un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali, qualora indiscriminato, sia in grado di nuocere alla qualità delle acque superficiali arrecando anche un danno alla vita negli ambienti acquatici, nonché alla qualità delle acque sotterranee qualora veicolato tramite acque di scolo non convogliate negli impianti di depurazione.