Pacchetto economia circolare, in dirittura d’arrivo il Decreto attuativo

Il lungo processo di recepimento delle Direttive del Pacchetto Circular Economy (la n. 849,850, 851 e 852 del 4 Luglio 2018), che dovevano essere implementate nel nostro ordinamento giuridico entro lo scorso 4 Luglio, iniziato nel luglio del 2019, sta per avere termine, con la predisposizione delle bozza di Decreto Legislativo che dovrà essere poi essere definitivamente approvate e pubblicata in GURI.

Il percorso fino ad oggi

Dopo un iter amministrativo durato quasi 13 mesi, partito ufficialmente con la presentazione dei primi schemi di recepimento delle Direttive esso componenti nel luglio del 2019 a cura del Ministero dell’Ambiente, sta per avere luogo il recepimento delle Direttive del Circular Economy Package, un insieme di quattro atti con i quali la Comunità europea intende innalzare la quantità e la qualità degli obiettivi in tema di economia circolare, partendo da una diversa, e piu’ probante per gli operatori, disciplina sull’igiene ambiente e sui rifiuti in particolare.  Gli penultimi passaggi si sono registrati rispettivamente il 23 ed il 31 Luglio, con l’espressione dei pareri da parte delle Commissioni Ambiente di Senato e Camera dei Deputati. Una volta ottenuti, l’ultima parola spetta al Consiglio dei ministri, che dovrà approvare il testo definitivo del Decreto Legislativo che, a seguito della pubblicazione in gazzetta ufficiale, andrà a modificare l’attuale Testo Unico Ambientale ed altri atti interessati dal provvedimento.

La delega al Governo

Occorre ricordare sul punto che, mediante la legge di Delegazione Europea (La n. 117 del 4 ottobre 2019), il Governo ha ricevuto la delega formale al recepimento delle direttive europee da parte del Parlamento italiano, e all’attuazione di altri atti dell’unione europea con l’adozione dei necessari decreti legislativi.

In particolare, nell’esercizio della delega, per l’attuazione della direttiva (UE) 2018/851 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e della direttiva (UE) 2018/ 852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 1994/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio), ai sensi dell’articolo 16 il Governo è delegato alla emanazione di decreti che avranno un significativo impatto sulla normativa italiana vigente, con particolare riferimento al codice dell’ambiente (d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152). La disposizione infatti è assai corposa e reca una molteplicità di princìpi e criteri direttivi specifici.

Al fine di armonizzare il testo normativo con le disposizioni di cui alle suddette direttive si è proceduto alla riformulazione della Parte IV del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152.

Le novità

Tra le novità più’ significative, si possono citare le seguenti.

In ordine di apparizione, viene riformulata la disciplina sulla responsabilità estesa del produttore, prevedendo

requisiti minimi sul punto, in grado di individuare e circoscrivere specificamente responsabilità, compiti e ruoli dei produttori. In Italia, dove già sono presenti sistemi di responsabilità estesa attivi che contribuiscono al sistema di raccolta e recupero dei rifiuti, attraverso il recepimento delle nuove disposizioni, i requisiti di tali sistemi sono resi omogenei a livello europeo ed in particolare prevedono la responsabilità finanziaria o finanziaria-organizzativa dei produttori nella gestione del fine vita dei rifiuti derivanti dai propri prodotti. L’obiettivo generale è quello di rafforzare il riutilizzo, la prevenzione, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti.

Altra novità riguarda i casi e le ipotesi sia possibile discostarsi dall’ordine di priorità delineato della gerarchia dei rifiuti: deve essere, a tale scopo, essere adottata una specifica previsione da parte delle Autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni allo smaltimento o al recupero dei rifiuti. La disposizione è stata modificata, in sede di Conferenza Stato Regioni e Senato, con l’inserimento dello specifico riferimento alla pianificazione nazionale e regionale.

Le altre novità

Nelle prossime settimane, Ambiens seguirà con ulteriori articoli, l’evolversi della pubblicazione dell’atto, con l’illustrazione delle altre novità previste.

E’ possibile qui anticipare che, molte delle disposizioni originariamente previste dal Ministero dell’Ambiente, non sono state prese in considerazione dal Governo, per cui, in relazione a taluni aspetti della disciplina sui rifiuti, si può parlare di occasione perduta di migliorare lo stato dell’arte nel nostro Paese.