Presentata a Roma la campagna del Ministero dell’Ambiente #iosonomare

Si è svolto a Roma, presso la sala stampa della camera dei Deputati, l’evento di presentazione #iosonomare, la nuova campagna di comunicazione del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con Ispra e Snpa, per rendere pubblico e valorizzare tutte le attività svolte sul mare.

La campagna

È stata presentata l’11 aprile del 2019 la campagna # io sono mare, promossa dal Sottosegretario di Stato all’ambiente, onorevole Salvatore micillo,  con la direzione generale per la protezione natura e del mare del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con Ispra, e Snpa.

Si tratta di una serie di iniziative che si svolgeranno nei prossimi mesi per valorizzare l’attività di monitoraggio sull’ambiente Marino che il Ministero dell’Ambiente svolge costantemente da anni, in collaborazione con Ispra, le regioni, le Arpa costiere e le aree marine protette.

La campagna prevede una serie di eventi svolti sul territorio, a partire da quello del 11 aprile, in occasione della” giornata del mare e della cultura”, fino a quello del 2 dicembre prossimo venturo,  con la XXI conferenza delle parti della convenzione di Barcellona per la produzione del Mare Mediterraneo dall’inquinamento, presso la città di Napoli, scelta come cuore del Mediterraneo per parlare di Blue Economy, clima, biodiversità, e sviluppo sostenibile.

Le dichiarazioni

Salvatore Micillo, sottosegretario di Stato all’ambiente: ” la campagna #iosonomare nasce dalla volontà di raccontare cittadini lo stato del Mare, ma soprattutto quando lo Stato fa per il mare.  È giusto L’importante è che i risultati delle indagini vengano condivisi diventino patrimonio tutta la collettività; i prossimi mesi saranno i mesi del mare, coinvolgeremo le università  ed enti di ricerca, e daremo evidenze di tutte le esperienze raccolte attraverso l’attività di studio e controllo dei nostri mari”.

Stefano Laporta presidente di Ispra: “Il risultato del monitoraggio della strategia Marina effettuata in Italia mostra un quadro non difforme da quello di altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Poiché il marenon ha confini, il problema va affrontato insieme a tutti gli stati coinvolti. ISPRA, insieme al sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, è già operativo e siede ai tavoli tecnici internazionali, per trovare soluzioni che consentono di raggiungere obiettivi condivisi. Per utilizzare una simbologia efficace siamo tutti sulla stessa barca e correre insieme questo percorso”.

Gli eventi

Con il supporto del sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, saranno organizzate giornate di presentazione risultati del monitoraggio livello nazionale, focalizzando l’attenzione sullo stato di qualità degli ambienti Marini di ciascuna regione su tematiche specifiche di diversi territori.

La campagna vuole essere una straordinaria occasione di diffusione e condivisione delle esperienze, delle conoscenze raccolti attraverso l’attività di studio e controllo i nostri Mari, svolte soprattutto da organismi pubblici.

Conisma presenterà un premio, dedicato alla memoria del professor Eugenio Fresi, relativo alle più belle tesi di laurea elaborate su dati acquisiti nell’ambito di monitoraggio svolta dal Ministero, in attuazione delle indicazioni della Direttiva “Marine Strategy” della Comunità europea , mentre Unioncamere presenterà il VII rapporto sull’economia del mare.

I dati

Come stato puntualizzato nel corso della conferenza stampa dai Relatori intervenuti, sebbene non sia drammatica la situazione dei nostri mari, comune richiede attenzione ed un monitoraggio costante.

Al fine di rendere conto dello stato attuale delle nostre risorse marine e dei risultati del monitoraggio, è sufficiente citare alcuni dati emersi dalla ricognizione effettuata dal Ministero in collaborazione con ISPRA e Snpa.

I litorali italiani possono essere infatti considerati come delle piccole discariche: sono stati rilevati, in 64 arenili nazionali, oltre 770 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia, per un totale che supera i 180.000 oggetti spiaggiati.

Critica anche la situazione dei fondali marini: il range finale di oggetti ritrovati per km quadrato viene compreso tra 66 e 99, ed il primato, con il 77%, spetta alla plastica (essenzialmente buste, bottiglie, involucri per alimenti ed attrezzi da pesca).

Ed in superficie la situazione non cambia: nei nostri mari i rifiuti galleggiano con una densità media di tre oggetti per chilometro quadrato.

Continua l’invasione delle specie aliene: nei mari nazionali sono ormai presenti oltre 250 specie non indigene, di cui 68% con “fissa dimora “, lungo le nostre coste.