Presentato a Roma il VII Rapporto Anci-CONAI: la raccolta differenziata è svolta nel 98% dei Comuni italiani

Giunto alla VII edizione, il rapporto della banca dati ANCI-CONA descrive un deciso incremento del numero di Comuni italiani impegnati nella realizzazione dell’attività di raccolta differenziata sul proprio territorio.

Che cos’è la banca dati ANCI-CONAI.

La Banca Dati ANCI CONAI è uno strumento introdotto dall’Accordo Quadro che hanno sostanzialmente lo scopo di raccogliere i principali dati relativi alla gestione dei rifiuti urbani nei Comuni Italiani, garantendo una base di dati utile a successive elaborazioni, la prima delle quali è la messa a disposizione dei Comuni stessi di informazioni preziose per monitorare i propri standard di efficacia.

Operativamente tutti i soggetti coinvolti dall’Accordo Quadro, sia i convenzionati che i Consorzi di Filiera, sono tenuti a comunicare periodicamente i dati di pertinenza al soggetto che gestisce operativamente la banca dati.

I dati

Con la sottoscrizione del III° Accordo Quadro ANCI-CONAI, valido per il quinquiennio 2014-2019 e dei relativi 6 Allegati Tecnici viene confermato il ruolo strategico della Banca Dati in quanto viene prescritto l’obbligo per il soggetto Convenzionato e per gli stessi Consorzi di trasmissione di dati e informazioni alla stessa, con cadenza semestrale.

Dal rapporto emerge il ruolo chiave dell’Accordo ai fini dello svolgimento della raccolta differenziata in Italia presso gli Enti locali, diffuso in maniera capillare nel nostro paese. Esso si basa sulla realizzazione di convenzioni per la raccolta e l’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio. Nel 2016 le evidenze statistiche consentono di afferma che ben il 97,7% dei Comuni italiani (7.813) e il 99,5% della popolazione (60.314.369), hanno realizzato tale modello di raccolta, e, dato molto significativo sotto il profilo della realizzazione di un vero modello di economia circolare, il 51% dei Comuni italiani ha almeno cinque convenzioni.

Il rapporto evidenzia poi che i Comuni stipulano soprattutto convenzioni per il riciclo della plastica (consorzio Corepla) e del vetro (consorzio CoReVe), con rispettivamente il 99% e 91% della popolazione nazionale coinvolta; minore è la diffusione territoriale delle convenzioni per il recupero di alluminio (consorzio CiAl) e legno (consorzio Rilegno), che interessano circa il 64-65% della popolazione.

Il Nord si conferma la macro area con le più elevate performance di raccolta: qui si intercetta il 54% di tutta la raccolta conferita al Conai e si concentra il 56% degli importi totali riconosciuti dai consorzi. Anche il Centro e il Sud peraltro, con una resa media pro capite tra gli 86 e i 77 chili per abitante all’anno, fanno registrare dati confortanti. Nelle regioni delle isole si registra il contributo minore alle raccolte conferite al Conai (6,2% del totale) e la resa media pro capite più bassa (50 chili per abitante all’anno.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), nel 2016 sono stati ritirate nei punti di raccolta 283.075 tonnellate, con una riduzione dello 0,4% rispetto al 2015. Anche per questa categoria di rifiuti i risultati della raccolta variano sensibilmente sul territorio, sia dal punto di vista dei quantitativi che della composizione: le regioni del Nord-Ovest intercettano il 30% del totale nazionale (la Lombardia, da sola, quasi il 19%).

l delegato Anci ai rifiuti, Ivan Stomeo, ha evidenziato, nell’ambito della presentazione che, da un lato, sono stati raggiunti importanti risultati, mentre dall’altro una parte del paese, e specificatamente il sud Italia, ancora manifesta una situazione arretrata, mentre il Presidente del CONAI, Giorgio Quagliuolo, ha sottollineato come la Banca dati sia diventata, nel corso del tempo, un punto di riferimento per quanto riguarda i dati di gestione dei rifiuti urbani, in particolare di imballaggio.