Pubblicata la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee

Come previsto dal Decreto legislativo n. 31 del 2010, Sogin, con il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), ha pubblicato il 5 gennaio 2021 sul sito www.depositonazionale.it la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) a ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico, insieme al progetto preliminare e tutti i documenti correlati

MATTM e MiSE assieme per la gestione dei rifiuti radioattivi

Sogin, con il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha pubblicato sul sito www.depositonazionale.it la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), il progetto preliminare e tutti i documenti correlati alla realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico, che permetterà di sistemare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.

Si tratta di un’attività coordinata e svolta in maniera congiunta dai due Ministeri, testimonianza di una forte assunzione di responsabilità da parte del governo su un tema, quello della gestione dei rifiuti radioattivi, che comporta anche per il Paese una procedura di infrazione europea: attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di siti provvisori, che non sono idonei ai fini dello smaltimento definitivo.

I luoghi idonei al deposito

Sono 67 i luoghi potenzialmente idonei (che non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche), identificati da Cnapi e validati dall’Azienda di Stato.

Le fasi della procedura

Si è trattato del primo step di una procedura in cui il passo successivo verrà costituito dalla consultazione dei documenti per la durata di due mesi, e, a ancora dopo, si terrà, nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale.

Il dibatto pubblico

Con il Seminario partità il dibattito pubblico, con la partecipazione di Enti locali, Associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere.

Gli esiti finali

Le risultanze del pubblic debate saranno necessarie a Sogin per aggiornare la Cnapi, che verrà nuovamente sottoposta ai pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ente di controllo Isin, del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

E da questi, il Ministero dello Sviluppo Economico convaliderà la versione definitiva della Carta, ovvero la Cnai, la Carta Nazionale delle Aree Idonee.

La Cnai sarà il risultato dell’aggiornamento della Cnapi sulla base dei contributi emersi durante la consultazione pubblica.

Caratteristiche del deposito nazionale e del parco tecnologico

Il deposito nazionale e il parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco.

Sulla base delle indicazioni fornite mediante apposito comunicato stampa, il MATTM chiarisce che esso avrà una struttura a matrioska: Nel dettaglio, all’interno di 90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle, verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati. In totale circa 78 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività: si tratta dei rifiuti provenienti dal mondo civile e in special modo da quello medico e ospedaliero, dalle sostanze radioattive usate per la diagnosi clinica, per le terapie antitumorali, ad esempio, da tutte quelle attività di medicina nucleare che costituiscono ormai il nostro quotidiano.

Le aree interessate dalla Cnapi sono il risultato di un complesso processo di selezione su scala nazionale svolto da Sogin in conformità ai criteri di localizzazione stabiliti dall’Isin, che ha permesso di scartare le aree che non soddisfacevano determinati requisiti di sicurezza per la tutela dell’uomo e dell’ambiente. Ai criteri di esclusione sono seguiti quelli di approfondimento, attraverso indagini e valutazioni specifiche sulle aree risultate non escluse.

Per maggiori informazioni

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