Quanti e quali sono i rifiuti prodotti in Europa?

EUROSTAT ha recentemente diffuso i dati sulla raccolta di rifiuti urbani nella UE, riferiti alla più recente annualità, quella del 2014. Vediamo assieme le principali evidenze statistiche[1], con un focus sui dati riguardanti la produzione degli stessi, ricavati dalle indagini condotte dall’Ente comunitario.

Quanti rifiuti producono i cittadini europei?

I rifiuti[2] costituiscono potenzialmente un’enorme dilapidazione di risorse sotto forma sia di materiali sia di energia. Inoltre, la gestione e lo smaltimento dei rifiuti possono avere un forte impatto ambientale. Le discariche ad esempio occupano spazio e possono provocare l’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria, mentre l’incenerimento può diventare fonte di emissione di inquinanti atmosferici.

Le politiche UE di gestione dei rifiuti mirano pertanto a ridurre l’impatto dei rifiuti sull’ambiente e sulla salute e a promuovere l’uso efficiente delle risorse nell’UE. L’obiettivo a lungo termine di tali politiche è la riduzione dei quantitativi di rifiuti prodotti e, allorché la loro produzione è inevitabile, la promozione dei rifiuti come risorsa e il conseguimento di livelli più elevati di riciclaggio e uno smaltimento dei rifiuti sicuro.

La produzione di rifiuti nel 2018

Nel 2014, la produzione totale di rifiuti delle attività economiche e domestiche nell’UE-28 ammontava a 2 503 milioni di tonnellate[3]. Tale dato costituisce l’importo più elevato registrato nell’UE-28 nel periodo 2004-2014.

Come prevedibile, il quantitativo totale di rifiuti prodotti è in una certa misura legato alla dimensione demografica ed economica di un paese. Gli Stati membri più piccoli dell’UE hanno generalmente registrato i livelli più bassi di produzione di rifiuti, i paesi più grandi quelli più elevati. Quantitativi relativamente alti di rifiuti sono stati tuttavia prodotti in Bulgaria e Romania e relativamente bassi in Italia.

La ripartizione della produzione dei rifiuti per settore

La quota delle diverse attività economiche e domestiche sulla produzione totale di rifiuti per il 2014 è variegata ed ordinata come segue:

  • Costruzioni: 34,7 % del totale nel 2014;
  • attività estrattive: 28,2 %;
  • attività manifatturiere: 10,2 %;
  • acque e rifiuti (9,1 %);
  • attività domestiche (8,3 %);
  • altre attività economiche, principalmente i servizi (3,9 %) e l’energia (3,7 %).

Si possono chiaramente constatare i livelli elevati di rifiuti generati in alcuni degli Stati membri più piccoli dell’UE, con un dato particolarmente alto per la Bulgaria, dove nel 2014 sono stati prodotti in media 24,9 tonnellate di rifiuti per abitante, ovvero un tasso di cinque volte più elevato rispetto alla media di 4,9 tonnellate per abitante dell’UE-28. Diversi Stati membri tra quelli che hanno registrato livelli particolarmente alti di rifiuti prodotti per abitante presentano quote molto elevate di rifiuti riconducibili alle attività estrattive, mentre in altri paesi le attività di costruzione e di demolizione hanno spesso contribuito a tali dati elevati.

Molti rifiuti provenienti dalle attività estrattive e dalle attività di costruzione e demolizione sono classificati come principali rifiuti minerali.

Quasi due terzi (64 % o 3,2 tonnellate per abitante) della produzione totale di rifiuti nell’UE-28 nel 2014 erano costituiti dai principali rifiuti minerali. La quota relativa di principali rifiuti minerali sul totale dei rifiuti prodotti ha registrato forti variazioni tra gli Stati membri dell’UE, forse riconducibili, almeno in una certa misura, alle differenti strutture economiche. In generale, gli Stati membri UE con un tasso più elevato dei principali rifiuti minerali erano quelli caratterizzati da una quota relativamente significativa di attività estrattive, quali Bulgaria, Svezia, Romania e Finlandia, e /o di attività di costruzione e demolizione, ad esempio il Lussemburgo.

In questi Stati membri i principali rifiuti minerali costituivano almeno l’85 % del totale di rifiuti prodotti, come già nel caso di Liechtenstein e Serbia. I principali rifiuti minerali costituivano meno di un quinto di tutti i rifiuti prodotti in Croazia, Portogallo e Belgio, così come in Norvegia, Turchia, Bosnia-Erzegovina (dati del 2012), nell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia e in Islanda (dati del 2012).

Produzione di rifiuti, esclusi i principali rifiuti minerali

Nel 2014 nell’UE-28 sono strati prodotti 891 milioni di tonnellate di rifiuti, esclusi i principali rifiuti minerali, equivalenti al 36 % della produzione totale (cfr. tavola 2). Se si rapportano tali dati alla popolazione, risulta che nel 2014 ciascun abitante dell’UE-28 ha prodotto in media 1,8 tonnellate di rifiuti, esclusi i principali rifiuti minerali.

Mentre il livello complessivo dei rifiuti esclusi i principali rifiuti minerali è diminuito del 5,3 % tra il 2004 e il 2014, il quantitativo per abitante è sceso dell’8,0 % (in quanto anche la popolazione dell’UE è aumentata nel corso di questo periodo).

Negli Stati membri dell’UE la produzione di rifiuti esclusi i principali rifiuti minerali variava, nel 2014, da una media di 723 kg per abitante in Croazia a 9,5 tonnellate per abitante in Estonia. L’elevata quantità di rifiuti prodotti in Estonia deriva dalla produzione di energia basata sugli scisti bituminosi.

Nel 2014 i maggiori livelli di produzione di rifiuti sono stati registrati per i servizi nel settore delle acque e dei rifiuti, per le attività domestiche e per quelle manifatturiere (208 milioni di tonnellate, 204 milioni di tonnellate e 184 milioni di tonnellate). La loro evoluzione ha seguito un diverso andamento nel corso del tempo: la produzione di rifiuti (esclusi i principali rifiuti minerali) generati dai servizi nel settore delle acque e dei rifiuti è aumentata dell’87,7 % tra il 2004 e il 2014. Il quantitativo di rifiuti (esclusi i principali rifiuti minerali) generato dal settore delle costruzioni è anch’esso cresciuto rapidamente (con un aumento complessivo del 57,2 % durante il periodo in considerazione). Al contempo, la produzione di rifiuti (esclusi i principali rifiuti minerali) derivanti dalle attività domestiche e dal settore dell’energia è rimasta alquanto stabile. I rifiuti (esclusi i principali rifiuti minerali) prodotti da agricoltura, silvicoltura e pesca sono diminuiti del 68,7 %, quelli risultanti dalle attività manifatturiere del 32,2 %. Similmente, è stata registrata una notevole diminuzione, pari a quasi un quarto, del quantitativo di rifiuti (esclusi i principali rifiuti minerali) derivanti dalle attività estrattive e da altri settori (24,1 % e 22,7 % rispettivamente).

Produzione di rifiuti pericolosi

I rifiuti pericolosi possono rappresentare un rischio elevato per la salute dell’uomo e per l’ambiente, nel caso in cui non siano gestiti e smaltiti in maniera sicura. Tra i rifiuti prodotti nell’UE-28 nel 2014, circa 95,0 milioni di tonnellate (pari al 3,8 % del totale) sono stati classificati come rifiuti pericolosi.

Rispetto al 2010, nel 2014 nell’UE-28 sono stati prodotti il 2,2 % in più di rifiuti non pericolosi e il 2,8 % in meno di rifiuti pericolosi: questi ultimi sono diminuiti in termini quantitativi da 97,8 a 95,0 milioni di tonnellate. Nel 2014 la percentuale di rifiuti pericolosi nella produzione totale di rifiuti era inferiore al 9,0 % in tutti gli Stati membri dell’UE fatta eccezione per l’Estonia, dove rappresentava il 47,7 % del totale (cfr. grafico 7). Il dato molto elevato relativo all’Estonia è riconducibile principalmente alla produzione di energia a partire da scisti bituminosi. Tra i paesi terzi inclusi nella tavola 4, la Serbia ha registrato la quota più elevata di rifiuti pericolosi sul totale di rifiuti prodotti (27,4 %) a causa dell’intensa attività estrattiva, seguita da Montenegro (24,4 %), Bosnia-Erzegovina (21,2 %, dati 2012) e Norvegia (11,7 %).

Quanti rifiuti vengono trattati?

Nel 2014 nell’UE-28 sono stati trattati circa 2320 milioni di tonnellate di rifiuti.

Tale dato comprende i rifiuti importati nell’UE e pertanto i quantitativi riportati non sono direttamente comparabili con quelli registrati sulla produzione di rifiuti; in particolare:

  • Quasi la metà (47,4 %) dei rifiuti trattati nell’UE-28 nel 2014 è stata sottoposta a operazioni di smaltimento diverse dall’incenerimento (collocamento in discarica).
  • Un altro 36,2 % dei rifiuti trattati nell’UE-28 nel 2014 è stato destinato a operazioni di recupero, diverse dal recupero energetico e dalla colmatazione (per semplificazione indicati come riciclaggio).
  • Poco più di un decimo (10,2 %) dei rifiuti trattati nell’UE-28 è stato destinato alla colmatazione, mentre il resto è stato avviato all’incenerimento, sia con recupero energetico (4,7 %) che senza (1,5 %).

Tra gli Stati membri dell’UE sono state registrate differenze significative per quanto riguarda l’uso dei diversi metodi di trattamento. Ad esempio, alcuni Stati membri presentavano percentuali molto elevate di riciclaggio (Italia e Belgio), mentre altri prediligevano il collocamento dei rifiuti in discarica (Bulgaria, Romania, Grecia, Svezia e Finlandia).

Il volume dei rifiuti sottoposti a smaltimento nel 2014 è diminuito dell’1,7 % rispetto al 2004 e di conseguenza la relativa quota sul totale dei rifiuti trattati è scesa dal 54,6 % al 48,9 %.

Il volume dei rifiuti recuperati ovvero sottoposti a incenerimento con recupero energetico, riciclati o utilizzati per le operazioni di colmatazione (l’uso di rifiuti in aree scavate per finalità collegate al risanamento di scarpate, alla messa in sicurezza oppure a interventi paesaggistici) è cresciuto del 23,4 %, passando da 960 milioni di tonnellate nel 2004 a 1 185 milioni di tonnellate nel 2014; di conseguenza, la quota dei rifiuti recuperati sul totale dei rifiuti trattati è salita dal 45,4 % nel 2004 al 51,1 % nel 2014.

Nel 2014 nell’UE-28 sono stati trattati in totale 75,6 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, più della metà dei quali in soli tre Stati membri dell’UE: Germania (27,2 %), Bulgaria (16,1 %) ed Estonia (13,6 %).

Quasi la metà (49,0 %) dei rifiuti pericolosi trattati nell’UE-28 è stata collocata in discarica, ossia depositata nel o sul suolo o mediante trattamento in ambiente terrestre e scarico nell’ambiente idrico, il che equivale a 73 kg per abitante (cfr. grafico 7).

Circa il 6,0 % di tutti i rifiuti pericolosi è stato avviato all’incenerimento senza recupero energetico (9 kg per abitante) e un altro 7,4 % con recupero energetico (11 kg per abitante).

Nel 2014 si è recuperato (riciclato o utilizzato per le operazioni di colmatazione) più di un terzo (37,5 %) dei rifiuti pericolosi dell’UE-28, ovvero 56 kg per abitante.

[1] La documentazione Eurostat viene proposta e realizzata esclusivamente sui dati rilevati nel quadro del regolamento (CE) n. 2150/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche sui rifiuti.

[2] Si ricorda che definiti la Direttiva “Quadro” (la 2008/98/CE), all’articolo 3, paragrafo 1, li definisce come “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi”.

[3] Fonti e disponibilità dei dati. Al fine di monitorare l’attuazione della politica in materia di rifiuti, in particolare il rispetto dei principi di recupero e di smaltimento sicuro, è necessario disporre di statistiche affidabili sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti da parte delle imprese e dei privati. Nel 2002 è stato adottato il regolamento (CE) n. 2150/2002 relativo alle statistiche sui rifiuti, che definisce il quadro per la produzione di statistiche comunitarie armonizzate sui rifiuti. A iniziare dall’anno di riferimento 2004, il regolamento impone agli Stati membri dell’UE di fornire ogni due anni dati sulla produzione, sul recupero e sullo smaltimento dei rifiuti. I dati sulla produzione e sul trattamento dei rifiuti sono attualmente disponibili per gli anni pari di riferimento dal 2004 al 2014.