Rifiuti, arriva il bonus Tari: ecco come funzionerà lo sconto in bolletta

Con la conversione in legge del decreto fiscale viene introdotta una significativa novità, tra le altre, in tema di fiscalità ambientale, con riferimento allo sconto per la tariffa sui rifiuti con gli stessi requisiti dei bonus luce, gas e acqua.

Il “bonus sociale” per la Tassa Rifiuti (TARI): che cos’è e le condizioni per accedervi

Si tratta di una misura pensata dal Governo con l’art. 57 bis del provvedimento per agevolare le famiglie che si trovano in condizioni di disagio economico e fisico, e consiste nella possibilità di ricevere un’agevolazione sulla tariffa della TARI associata (e dovuta) per lo svolgimento del servizio di igiene urbana. Con esso, infatti, si prescrive che ARERA (l’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente) assicuri l’accesso al servizio a condizioni agevolate come già accade per le altre forniture energetiche. Quest’ultima andrà a fissare le modalità attuative del nuovo bonus «tenuto conto del recupero dei costi efficienti di esercizio e di investimento» e sulla base dei principi e dei criteri individuati con un decreto del presidente del Consiglio dei ministri[1].

Come si accede allo sconto sulla Tari

Le condizioni per usufruire del nuovo beneficio sulla Tari sono le stesse che valgono anche per il bonus sulle bollette di luce, gas e acqua. In particolare i requisiti che dovranno essere soddisfatti dalle famiglie potranno essere alternativamente:

  • nuclei familiari con ISEE non superiore a 8.265 euro;
  • famiglie con almeno 4 figli a carico e Isee non superiore a 20 mila euro;
  • nucleo titolare di reddito/pensione di cittadinanza
  • famiglie in cui una grave malattia costringa uno dei componenti all’utilizzo di apparecchiature mediche alimentate con l’energia elettrica (elettromedicali) indispensabili per il mantenimento in vita.

Spetta ad ARERA puntualizzare, nel seguito, le modalità attuative.

Come richiedere l’agevolazione

Nel caso generale, la domanda andrà presentata nei confronti del Comune di residenza o a un altro ente designato dal Comune (Caf, Comunità montane) utilizzando i moduli appositi, così come avverrà per gli altri bonus previsti dal DL fiscale. In particolare, tale procedura dovrà essere seguita anche dai titolari di reddito o pensione di cittadinanza.

Vengono richiesti:

  • un documento di identità (o eventuale delega);
  • l’attestazione dell’Isee in corso di validità e due moduli[2], che servono a fotografare la situazione economica familiare e a recuperare le informazioni relative alla propria fornitura.
  • I titolari di reddito dovranno indicare anche il numero di protocollo o comunque l’attestazione utile a documentare la titolarità di reddito o pensione di cittadinanza.

[1] Esso dovrà essere definito su proposta del Ministero del Lavoro e consolidato assieme al MATTM (Ministero dell’Ambiente e quello dell’Economia, ed adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Testo in esame, ovvero entro il prossimo 23 aprile.

[2] Entrambe sono disponibili entrambi sul sito di ARERA.