Il SISTRI: quale futuro?

E’ stato proprio il Ministro dell’Ambiente ad affermare chiaramente che il SISTRI “non ha funzionato“. Sebbene il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti sia stato introdotto nel nostro ordinamento quasi dieci orsono, esso non mai visto una piena operatività, a causa di non corretta implementazione del progetto, che si è manifestata sottoforma di notevoli problematiche sotto il profillo hardwar che software.

All’indomani di una nuova proroga del Sistema, prevista per il prossimo 31 dicembre, il Ministro dell’ambiente ha espresso chiaramente quelle che sono le prossime mosse del Dicastero. Costa, infatti, sottolinea come il codice penale punisca i trafficanti illegali di rifiuti, e come, allo stesso tempo l’autorità giudiziaria e la magistratura lavorano per prevenire e reprimere questi traffici criminali. Egli ritiene che debba essere riprogettato il sistema di controllo ambientale dei rifiuti. Non servirebbe, va da sé, la testimonianza del Ministro per sottolineare come il Sistri, lungo il corso di tutti questi anni, non abbia funzionato così come era delineato in origine. Il Ministro però ha preannunciato, differentemente dai suoi predecessori, che “non si tratta di migliorarlo ma di mandarlo in pensione. Entro la prossima primavera entrerà in funzione un nuovo sistema di tracciabilità dei 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che si movimentano in Italia»”.