Varato il “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”

È partito l’8 giugno 2021 il Programma sperimentale che finanzia gli interventi dei Comuni per combattere i rischi derivanti dai cambiamenti climatici (ondate di calore, “bombe d’acqua” e siccità) in ambito urbano.

Il DM MiTE 15 Aprile 2021

Con Decreto del Ministero della Transizione Ecologica, lo scorso 15 Aprile 2021 è stato varato il “Programma sperimentale di interventi per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano”, finalizzato ad aumentare la resilienza dei sistemi insediativi soggetti ai rischi generati dai cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle ondate di calore e ai fenomeni di precipitazioni estreme e di siccità attraverso la realizzazione di taluni interventi.

L’entità dell’intervento

Il MiTE prevede un importo massimo per il programma fissato in circa 80 milioni di euro, e verranno ripartite in proporzione al numero di residenti dei Comuni, secondo tre criteri:

  • nella misura del 40 per cento in favore dei comuni capoluogo della città metropolitane;
  • nella misura del 30 per cento in favore degli altri comuni con popolazione residente non inferiore a 100.000 abitanti;
  • nella misura del 30 per cento in favore dei comuni con popolazione residente minore a 100.000 abitanti e non inferiore a 60.000 abitanti.

Con il DM vengono stabiliti:

  • modalità;
  • termini di presentazione delle domande,

per il finanziamento degli interventi.

Accesso agli interventi

I Comuni interessati dovranno effettuare domanda presso il Ministero della Transizione Ecologica, per via telematica, entro il 6 settembre 2021

Gli interventi

In generale, rientrano tra gli interventi richiamati quelli in grado di rendere le città più resilienti di fronte alle conseguenze e ai rischi del cambiamento climatico, con lo scopo di essere meno vulnerabili.

In particolare, tra gli interventi (ammessi esclusivamente in spazi pubblici), rientrano:

  • boschi verticali, o anche coibentazione e ventilazione naturale o finalizzati al riciclo e riutilizzo delle acque reflue depurate.
  • realizzazione di foreste periurbane;
  • interventi di edilizia climatica.

Rientrano, inoltre, tra i finanziabili, anche quelli c.d. “grey”, tra cui:

  • soluzioni per il drenaggio urbano sostenibile (come vasche, serbatoi deputati alla raccolta e al deflusso dell’acqua meteorica in caso di piogge intense
  • creazione, ampliamento o rifacimento in ambito urbano di aree pedonali. parcheggi, piazze, con la rimozione della pavimentazione esistente e il ripristino della permeabilità del suolo

Destinatari dell’intervento

Vengono costituiti dai Comuni con popolazione uguale o superiore ai 60.000 abitanti, risultanti dai dati ISTAT riferiti all’anno 2019, e questa deve essere determinata secondo taluni criteri[1] .

[1] Ex art. 156, c. 2, D.Lgs. n. 267/2000.

 

 

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