VII Rapporto Bioplastiche: rallentata, ma non bloccata, la produzione

In occasione della presentazione del VII Rapporto, Assobioplastiche ha fatto il punto della situazione sulla produzione di materiale plastico di matrice biologica delle imprese del settore: in crescita il fatturato nonostante la pandemia, in crescita complessiva l’industria delle plastiche compostabili nel nostro paese.

Le cifre del settore

Fatturato

In particolare, dal documento emerge come il fatturato del settore abbia toccato 815 milioni di euro (+9,7% rispetto al 2019), per una produzione appena superiore a 110mila tonnellate, il 10% in più rispetto all’anno precedente.

Il dato manifesta la buona salute del settore, pure se i volumi assoluti sono ancora lontani da quelli delle plastiche convenzionali.

Il quadro congiunturale di questa industria è stato tratteggiato oggi da Assobioplastiche con la presentazione del 7° Rapporto annuale, basato sui dati elaborati da Plastic Consult.

Gli addetti

Se vi è rallentamento, questo è visibile dal numero di Aziende impegnate nel settore: erano 278 al 31 dicembre 2020, rimasto pressoché al livello dell’anno scorso (+3 unità), mentre tra il 2019 e il 2020 era passato da 252 a 275 (+10%)[1].

Cosa avviene a livello regionale

Se si vanno a guardare le singole situazioni regionali, si evidenza la Lombardia come quella trainante, in quanto a numero di imprese (45), le quali occupano poco meno di 280 addetti dedicati.

Seguono: Veneto (29 aziende, 270 addetti), Campania (18 aziende, 255 addetti), Emilia-Romagna, Puglia e Piemonte.

Andamento più vivace, invece, per l’occupazione, cresciuta in un anno del +4,8% a 2.775 addetti diretti, in un periodo – come abbiamo detto – contrassegnato dall’emergenza pandemica, dall’incertezza e dal rallentamento dell’economia.

I prodotti bioplastici

Per quanto concerne i settori applicativi, tutti – ad eccezione dei sacchetti ultraleggeri (-2,9%) – hanno visto crescere i consumi nell’anno appena trascorso: gli shopper si sono attestati a circa 58.000 tonnellate (+2,7% sul 2019), scontando ancora la concorrenza molesta dei sacchetti in polietilene, fuori norma (1 su 4); ma il trend generale di questo segmento è comunque in costante declino.

Anche alla luce della Direttiva SUP(Single Use Platics), di prossima applicazione, si segnala la crescita a ritmi sostenuti delle stoviglie e articoli monouso compostabili, i cui volumi l’anno scorso sono più che raddoppiati (+116%) confermando il trend del 2019. Le previsioni a breve indicano un incremento anche nei prossimi anni, soprattutto se verrà confermato l’orientamento di apertura del Governo italiano nell’ambito della legge di recepimento della Direttiva UE sugli articoli monouso. In trend positivo anche i restanti settori applicativi, tra cui film per imballaggio (alimentare e non), che vedono crescere i volumi del 20 percento sul 2019, e film per agricoltura (+5%, superiori a 2.000 ton).

Le prospettive

L’Associazione ha rilevato come alcuni fattori possano bloccare lo sviluppo della produzione ovvero del settore, con riferimento a:

  • lo shortage del compound, legato alla carenza di intermedi di importazione asiatica (l’Europa non è autosufficiente) a seguito della forte domanda proveniente dal mercato cinese
  • la concorrenza dei sacchetti illegali, che continuano a circolare in Italia nonostante l’azione repressiva delle forze dell’ordine.

[1] La composizione vede 4 fornitori di chimica e intermedi di base, 21 produttori e distributori di granuli, 193 operatori di prima trasformazione e 60 di seconda trasformazione.

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