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CER e caos impianti: PNRR da rendicontare non validati o modificati, 17mila richieste ancora pendenti, tutte le anomalie su dati incentivi e iter nell’analisi tecnica di Stefano Sassone nel corso della presentazione dell’area CER di Cisambiente Confindustria. L’articolo di Diario DIAC

Stefano Sassone, Responsabile dell’Area Tecnica di Cisambiente Confindustria, analizza il caos impianti e i progetti PNRR da rendicontare non validati o modificati, evidenziando che ci sono ben 17mila richieste ancora pendenti e sviscerando tutte le anomalie su dati, incentivi e iter burocratici che stanno bloccando il settore. L’intervento pubblico mette in luce lo stallo operativo causato dall’assenza o incompletezza dei calcoli economici relativi alle precedenti annualità e dall’asimmetria informatica del portale GSE. L’azione sindacale associativa punta a richiedere a GSE, ARERA e MASE l’adozione immediata di standard digitali condivisi di interscambio dati per sanare i ritardi cronici e tutelare la sostenibilità economico-finanziaria delle configurazioni prima che le comunità perdano il loro significato profondo.

Il blocco dei conguagli e l’effetto imbuto informatico

L’analisi tecnica pubblicata su Diario Diac si sofferma sulla mancata pubblicazione dei dati economici consolidati, un ritardo cronico che impedisce ai gestori delle comunità di eseguire la corretta ripartizione matematica e contabile delle somme tra consumatori (titolari di POD), prosumer e produttori terzi.

Secondo quanto stabilito dal Decreto CACER del MASE e dalle delibere dell’Autorità di Regolazione, i conteggi analitici completi e i conguagli relativi alle precedenti annualità (2024) avrebbero dovuto essere resi disponibili già a partire dal mese di maggio dello scorso anno (maggio 2025). A questa paralisi contabile si somma un effetto imbuto informatico sul portale del GSE, caratterizzato dall’assenza totale di interfacce API interoperabili, che costringe le strutture tecniche delle imprese a caricamenti manuali ed artigianali di flussi orari di misura complessi, rallentando la tracciabilità delle modifiche strutturali delle reti.

I ritardi sulle pratiche PNRR e l’azione sindacale di Cisambiente

Un ulteriore elemento di forte criticità sollevato da Sassone riguarda la gestione del bando PNRR da 2,2 miliardi di euro riservato ai piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti. Le istruttorie per la concessione dei contributi in conto capitale superano ampiamente i 90 giorni stabiliti dal Decreto CACER, e si registra il blocco sistematico del rilascio degli Atti d’Obbligo anche per i progetti formalmente approvati e conclusi nel corso del 2025 (come dimostrato dal caso reale della richiesta CRPR000005512), impedendo alle aziende di presentare le rendicontazioni finali o di richiedere l’erogazione dei saldi.

Di fronte a questa emergenza, Cisambiente si farà promotrice di un’azione sindacale coordinata nei confronti di GSE, ARERA e MASE per richiedere l’adozione immediata di standard digitali condivisi di interscambio dati e una moratoria sui vincoli di permanenza quinquennale dei soci, tutelando la scalabilità industriale del modello ed evitando il fallimento burocratico della transizione energetica nazionale.

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