Confindustria Catania, in stretta e diretta collaborazione con Cisambiente Confindustria, ha organizzato un importante webinar interamente focalizzato sulla detassazione TARI per le imprese e sul conferimento autonomo dei rifiuti al di fuori del servizio pubblico. Al centro dei lavori sono stati posti l’analisi del quadro normativo e regolatorio, le scadenze perentorie, gli adempimenti gestionali e i passaggi operativi per l’uscita legittima delle utenze non domestiche dal circuito della privativa comunale. Il seminario tecnico ha esaminato i profondi benefici di natura fiscale per le realtà industriali e commerciali che avviano a recupero i propri flussi urbani tramite contratti privati. L’evento ha fornito alle aziende del territorio indicazioni pratiche ed economiche per valutare la convenienza, la fattibilità logistica e l’allineamento ai sistemi di tracciabilità digitale.
La transizione verso la corrispettività e il superamento dell’assimilazione
L’evoluzione della tassa sui rifiuti poggia sulla profonda riforma strutturale introdotta dal D.Lgs. 116/2020 (di recepimento del pacchetto europeo sull’economia circolare), che ha soppresso definitivamente il vecchio istituto dell’assimilazione discrezionale dei rifiuti speciali agli urbani da parte dei regolamenti comunali, abrogando l’atto storico del D.M. Interministeriale 26 maggio 1984.
Questo passaggio ha ridisegnato il tributo inserendo elementi di sinallagma e corrispettività economica.
Nel corso del suo intervento programmatico, Stefano Sassone, Responsabile dell’Area Tecnica di Cisambiente Confindustria, ha chiarito la natura complessa dell’imposta:
“La TARI possiede una natura giuridica complessa e ibrida che la dottrina e la giurisprudenza più attenta definiscono come una ‘tassa a causale mista’ o, in molti aspetti strutturali, un’imposta mascherata. Presenta come presupposto – tipico di un’imposta – il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o aree scoperte, adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani. La natura ibrida è proprio la radice legale che ha reso storicamente rigido il sistema tariffario e che rende oggi così rivoluzionaria la riforma del 2020: introducendo la possibilità per le utenze non domestiche di uscire dal circuito pubblico per ricorrere al mercato, il legislatore ha inserito per la prima volta un vero elemento di corrispettività economica, scardinando l’originaria natura puramente impositiva e basata sulla mera superficie del magazzino o dello stabilimento.”
L’anatomia della tassa e le dinamiche territoriali nella Regione Siciliana
La riforma ha introdotto uno spostamento del rischio e della prestazione sul mercato privato.
Quando un’azienda esercita il proprio diritto di opzione, l’abbattimento del prelievo pubblico si riflette simmetricamente sul lato comunale per sottrazione, azzerando la quota variabile della tariffa se si dimostra l’avvio al recupero dei flussi tramite ditte autorizzate.
Stefano Sassone ha approfondito i riflessi specifici di questa disciplina per il tessuto industriale del Mezzogiorno:
“Lo scenario della Regione Siciliana risente di un dominio quasi assoluto della TARI presuntiva standard calcolata sui metri quadrati, con un forte ritardo strutturale dovuto alla carenza impiantistica di prossimità per le frazioni differenziate e a modelli gestionali frammentati, che costringono la quasi totalità dei comuni siciliani a mantenere la TARI presuntiva standard, con costi pro capite tra i più alti d’Italia a causa dei lunghi trasporti fuori regione dei rifiuti indifferenziati. I Piani Economico-Finanziari (PEF) locali risultano gonfiati dai pesanti costi di trasporto fuori regione. Proprio per questo, per le imprese dell’isola vi è il massimo incentivo all’uscita dal servizio: l’azienda siciliana è strutturalmente penalizzata dalla finta quota variabile applicata sulle superfici. Uscire dal circuito pubblico azzera questa stortura. Di fronte a regolamenti comunali spesso non aggiornati, prevale rigidamente la norma statale: le utenze non domestiche devono applicare direttamente l’art. 238, comma 10 del D.Lgs. 152/06, trasmettendo la comunicazione formale via PEC entro il termine perentorio del 30 giugno.”
Cosa cambia per gli operatori
L’esercizio del diritto di opzione trasforma l’azienda da soggetto passivo del rapporto impositivo ad attore contrattuale libero.
La scelta di uscire dal servizio pubblico per affidarsi al mercato privato è un atto prescritto e vincolante per un periodo non inferiore a due anni. Gli operatori devono pianificare e istruire preventivamente le istanze, allegando alla PEC la copia del contratto stipulato con l’operatore privato autorizzato, l’elenco delle superfici aziendali interessate dallo sgravio e il fac-simile fornito.
Permane inoltre l’onere della prova come certificazione del sinallagma: la corrispettività non è un’autocertificazione astratta, ma va dimostrata contabilmente entro il 31 gennaio dell’anno successivo dal soggetto che ha effettuato il recupero, raccordando i dati con i nuovi adempimenti e controllando attentamente l’allineamento digitale con il sistema RENTRI 2026.
Di seguito si riporta la tabella esplicativa dei casi pratici analizzati durante il seminario:
| # | Azienda / Superficie Esaminata | Rifiuto Generato in quell’Area | Trattamento Quota Fissa | Trattamento Quota Variabile | Azione Gestionale Richiesta (Entro il 30 Giugno) |
| 1 | Reparto di produzione pura (es. fonderia, stampaggio, assemblaggio) | Speciale Industriale (scarti di processo, limature, sfridi) | ESENTE (0%) Ex lege | ESENTE (0%) Ex lege | Nessuna comunicazione di uscita. L’area è fuori dal presupposto TARI. Serve documentazione del ciclo speciale (MUD/RENTRI). |
| 2 | Magazzino strumentale asservito (stoccaggio materie prime o prodotti finiti) | Speciale Industriale / Imballaggi Terziari (pallet industriali, film estensibile) | ESENTE (0%) (Ex CdC 11476/2025) | ESENTE (0%) (Ex CdC 11476/2025) | Pianificazione preventiva e onere della prova. Presentare al Comune planimetrie e contratti privati per dimostrare il collegamento funzionale esclusivo. |
| 3 | Grande magazzino di logistica (attività commerciale L-quinquies) | Urbano-Simile (imballaggi secondari/terziari: montagne di cartone e plastica) | DOVUTA (100%) Comune come onere di rete e spazzamento | AZZERATA (0%) Tramite ricorso al mercato privato | Formale comunicazione di Uscita. Invio PEC entro il 30 giugno con contratto privato del recuperatore e vincolo biennale (Art. 238, c. 10). |
| 4 | Attività di servizi o grande distribuzione (supermercato, uffici, sede direzionale) | Urbano-Simile (frazione organica, carta da ufficio, imballaggi misti) | DOVUTA (100%) Calcolata con il coefficiente e Kc della categoria | AZZERATA (0%) Se l’intera categoria di rifiuti simili è affidata al privato | Formale comunicazione di uscita. Invio PEC entro il 30 giugno. Richiede un’attenta analisi di convenienza (il privato deve costare meno della variabile). |
| 5 | Azienda promiscua / artigianale (autofficina con annesso ufficio) | Pericolosi/speciali (officina) e Urbano-Simili (ufficio) | Officina: Esente / Ufficio: Dovuta | Officina: Esente / Ufficio: Azzerabile (0%) se esce dal servizio | Doppio binario. Scorporo preventivo delle superfici speciali dell’officina ed eventuale comunicazione entro il 30 giugno solo per la quota uffici. |
Dettagli dell’evento e programma dei lavori
Riferimenti Temporali: Mercoledì 27 maggio 2026, ore 15:00.
Organizzazione: Confindustria Catania in collaborazione con Cisambiente Confindustria.
Elenco dei saluti e degli interventi
h. 15 – Saluti istituzionali
- Maria Cristina Busi Ferruzzi – Presidente Confindustria Catania
- Lucia Leonessi – Direttore Generale Cisambiente Confindustria
Interventi
- h 15.15 Stefano Sassone – Responsabile Area Tecnica Cisambiente Confindustria — “Fuoriuscita dal servizio pubblico e TARI: Analisi di convenienza, scadenze e adempimenti digitali”
- h 15.45 Gianfranco Grandaliano – Responsabile Politiche Ambientali Cisambiente Confindustria — “Dinamiche della regolamentazione tariffaria ARERA e tassa rifiuti”
Esperienze operative
h 16 – Luigi Lanza – Legale Rappresentante W.E.M. srl
h 16.15 – Gianluca Lanza – Direttore Tecnico e Waste Specialist W.E.M. Srl — “Il conferimento autonomo dei rifiuti fuori dal servizio pubblico sul territorio – procedure documentazione e Servizi aziendali”
h 17 – Q&A e conclusioni