Emanate le linee guida per idrocarburi di origine minerale

Con una nuova norma, recante “Linee guida per il trattamento, finalizzato al recupero, di rifiuti costituiti da miscugli di acqua/idrocarburi di origine minerale e definizione dei prodotti ottenuti” UNI intende fornire istruzioni per garantire un migliore recupero dei rifiuti e la prevenzione dell’inquinamento dei mari.

Le nuove linee guida UNI

Con l’emanazione della PdR 80:2020 UNI rilascia le “Linee guida per il trattamento, finalizzato al recupero, di rifiuti costituiti da miscugli di acqua/idrocarburi di origine minerale e definizione dei prodotti ottenuti”, per contribuire fattivamente all’uso efficiente delle risorse e al recupero dei rifiuti, così come richiesto dalla Comunità europea.

Le prassi

Prima di descrivere brevemente il contenuto delle linee, è opportuno richiamare la definziione di prassi ai sensi della normativa UNI.

Esse vengono costituite da documenti in cui sono stabilite prescrizioni di natura tecnica oppure modelli applicativi di norme tecniche, elaborati con un rapido processo di condivisione ristretta.

Esse appartengono ad una categoria di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva a una società in cambiamento.

Il contenuto delle linee

In particolare le indicazioni con le presenti, riguardano le fasi della raccolta, recupero e trattamento degli oli minerali (a esclusione degli oli lubrificanti minerali e sintetici esausti) una volta assunte le vesti di  rifiuto per finalità ambientali ed economiche, e principalmente per la produzione di carburanti ed energia elettrica.

La prassi, infatti, definisce le modalità per il trattamento di rifiuti prodotti dalle navi, rifiuti oleosi principalmente costituiti da miscugli di acqua e idrocarburi (questi ultimi scarsamente volatili, non infiammabili e con le caratteristiche chimico-fisiche proprie degli oli combustibili) in percentuale tra loro variabile, con particolare riferimento al trattamento delle acque oleose di sentina.

Nel rispetto della politica e delle normative vigenti in materia, gli impianti autorizzati al ritiro e al trattamento di tali rifiuti provvedono al recupero della frazione idrocarburica separando le due componenti di cui è costituito tale rifiuto contenuta nei miscugli acqua/olio tramite diversi processi chimico-fisici, che consentono di rimuovere l’acqua e le impurità presenti costituite soprattutto da sostanze sedimentabili.

La prassi descrive nel dettaglio il processo di trattamento che consente la separazione del miscuglio acqua/olio in tre distinti flussi di uscita:

  1. l’acqua, che è recuperata per utilizzo industriale e/o depurata per il successivo scarico in acque superficiali
  2. la miscela idrocarburica, principalmente destinata all’uso quale componente per la formulazione di oli combustibili
  3. i fanghi oleosi, che costituiscono lo scarto del processo di recupero, normalmente avviato a gestione esterna come rifiuto.

Il documento, inoltre, definisce le caratteristiche chimico-fisiche della frazione idrocarburica recuperata, prodotto chimicamente rispondente al profilo dell’olio combustibile denso (fuel oil, residual – CAS Number: 68476-33-5) così come definito dal Regolamento (CE) n. 1907/2006 (cd. REACH).

Lo scopo delle LG

In particolare, esse sono state sviluppate per consentire:

  • la riduzione delle emissioni inquinanti nel rispetto della gerarchia di trattamento dei rifiuti, di cui all’art. 179 del D.Lgs 3/4/2006, n. 152
  • la riduzione degli oneri ambientali ed economici legati allo smaltimento di rifiuti
  • il risparmio di risorse naturali, alla riduzione della dipendenza da combustibili convenzionali.

Le linee nascono per descrivere ed individuare quali debbano essere le migliori modalità operative utili alla gestione degli oli minerali, nell’ottica di un modello circolare, dove si possa ottenere risorsa da rifiuto, ed in particolare essere recuperati come materia prima ad uso combustibile.

Il valore economico degli oli minerali esausti

Per la produzione di tali miscele di idrocarburi sono utilizzabili i rifiuti acquosi di provenienza navale, come le acque di sentina e le acque di lavaggio di cisterne contenenti residui del carico (slops), oltre a quelli risultanti da sversamento accidentale o da operazioni di lavaggio o bonifica di impianti di produzione, stoccaggio, movimentazione di prodotti petroliferi o petrolchimici.

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