Formazione e Consulenza sull'Ambiente, energie rinnovabili e rifiuti

Interventi Pubblici

Abstract

Il prossimo mercoledì 23 settembre rappresenta una data molto significativa nell’ambito del mio percorso professionale: intraprenderò, con entusiasmo e fervore didattico, il mio primo insegnamento ufficiale presso La Sapienza, dove sono cresciuto come studente, laureandomi tanto tempo fà in Economia dell’Ambiente, e ritornandoci – in modo felicemente imprevisto – come Professore in Economia Circolare e sistemi industriale.

Media

Abstract

Martedì 22 settembre 2026, presso la Sala Assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa a Firenze, si terrà il convegno regionale promosso dalla Delegazione Toscana di AIDDA dedicato all’integrazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei distretti industriali. L’evento analizzerà l’attuazione operativa del Decreto MASE 414/2023, evidenziando come la condivisione dell’energia pulita trasformi i lastrici solari dei capannoni da asset passivi a motori di marginalità economica e conformità ESG certificabile. Tra gli interventi, Stefano Sassone andrà ad esaminare i modelli di bancabilità, l’abbattimento delle emissioni Scope 2 secondo gli standard CSRD e le garanzie tariffarie ventennali riconosciute dal GSE.

Media

Abstract

L’esame parlamentare dello schema di decreto-legge n. 143/2026 presso la Commissione Ambiente del Senato definisce il raccordo tra l’ordinamento nazionale e le prescrizioni del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). Nel corso dell’audizione, Stefano Sassone ha guidato il focus tecnico e di legalità del mercato per conto di Cisambiente Confindustria, evidenziando il valore delle deroghe ottenute a favore della filiera delle bioplastiche e del riciclo organico e denunciando con forza i rischi derivanti dal rinvio al 2030 del quadro sanzionatorio. Per garantire parità concorrenziale, prevenire infiltrazioni di plastiche tradizionali ed evitare la compromissione della qualità del compost agricolo, l’Associazione ha proposto l’attivazione immediata di poteri cautelari di blocco doganale e commerciale e l’istituzione di un Osservatorio permanente per la transizione degli imballaggi compostabili.

Media

Abstract

Nell’ambito della sessione dedicata agli Stati Generali delle discariche svoltasi nella Wind Room del Padiglione 6 a RemTech Expo, Stefano Sassone ha tenuto la relazione per conto di Cisambiente Confindustria, analizzando gli impatti derivanti dall’estensione della Direttiva europea sulle emissioni industriali (IED 2.0) agli impianti di smaltimento finale. Sebbene la gerarchia comunitaria collochi la discarica all’ultimo livello di priorità gestionale, i dati statistici ne attestano il ruolo di infrastruttura insostituibile di chiusura del sistema dei rifiuti speciali ed urbani. L’applicazione indiscriminata alle discariche del modello autorizzativo concepito per le fabbriche manifatturiere genera asimmetrie tecniche, patrimoniali e idriche, rendendo necessarie soluzioni flessibili e clausole di equivalenza prestazionale nella fase di transizione verso le nuove BAT.

Media

Abstract

Il cinquantenario del disastro industriale di Seveso stimola una riflessione sui presidi di conformità e sicurezza operativi lungo l’intero perimetro del trattamento e recupero dei rifiuti. Le dichiarazioni e le analisi tecniche illustrate da Stefano Sassone, Responsabile dell’Area Tecnica e Politiche Ambientali di Cisambiente Confindustria, e riprese su Il Sole 24 Ore in occasione del convegno promosso a RemTech Expo, mettono a fuoco la complessità della termodinamica di impianto, la vulnerabilità degli stoccaggi e la criticità dei flussi in ingresso. L’evoluzione delle prescrizioni europee sulle migliori tecniche disponibili e sui microinquinanti persistenti richiede l’integrazione di bilanci di massa analitici e protocolli rigorosi di controllo preventivo per salvaguardare le matrici ambientali e tutelare la trasparenza industriale.

Media

Abstract

Lo scorso 14 luglio 2026, l’Area Tecnica di Cisambiente Confindustria ha preso parte a un’audizione formale presso la Commissione VIII Ambiente della Camera dei Deputati, presentando una memoria tecnica finalizzata all’analisi dello schema di decreto legislativo recante il recepimento della Direttiva (UE) 2024/1785, la c.d. IED 2.0 (Industrial Emissions Directive).

Il provvedimento nazionale, contrassegnato formalmente come Atto del Governo n. 420, introduce una profonda riscrittura del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale), modificandone radicalmente la Parte Seconda in materia di Emissioni Industriali e Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA).

L’intervento associativo ha inteso mettere a nudo il vulnus originario dell’impostazione comunitaria: la direttiva nasce modellata attorno al concetto statico di “fabbrica” manifatturiera standard, un archetipo industriale caratterizzato da cicli produttivi termomeccanici chiusi, confinati e facilmente interrompibili o delocalizzabili.

Tale impianto viene applicato acriticamente alle discariche sopra soglia (impianti con capacità superiore a 25.000 tonnellate o che accettano più di 10 tonnellate di rifiuti al giorno), le quali si configurano al contrario come opere di ingegneria ambientale a cielo aperto complesse, governate da variabili biologiche e atmosferiche non controllabili a monte e condizionate da un ciclo di vita rigidamente legato a volumetriche geometriche predefinite ed esauribili.

Stefano Sassone: “Abbiamo oggi inteso evidenziare un errore concettuale drammatico: la norma nasce modellata sulla “fabbrica” manifatturiera standard, applicando acriticamente alle discariche (opere ingegneristiche a cielo aperto) regole pensate per cicli industriali chiusi. I numeri ISPRA confermano che lo smaltimento resta la valvola di chiusura insostituibile del sistema nazionale, gestendo oltre 27 milioni di tonnellate all’anno, di cui circa 8 milioni in discarica. Imporre limiti statici pensati per i camini scardina ex post i PEF tariffari, rischiando di causare il dissesto finanziario delle imprese e la chiusura incontrollata dei siti. Tra le altre cose, abbiamo evidenziato come sia indispensabile sostituire il termine soggettivo “odore” con la locuzione tecnica “emissioni odorigene”, vincolando l’autorità ai metodi scientifici nazionali già codificati dall’art. 272-bis del TUA e sia necessario, ai fini dell’implementazione dei SGA, definire necessariamente i livelli di prestazione ambientale”.

Media