Piemonte: con Legge regionali, gli attuali ventuno consorzi di bacino si fonderanno in nove nuovi consorzi di area vasta

Con una Legge Regionale del 28 dicembre, il Consiglio regionale elimina l’attuale assetto degli ambiti territoriali, portando a nove i consorzi di area vasta.

L’operazione dovrebbe consentire il raggiungimento, entro il 2020, degli obiettivi comunitari, ed in particolare:

  • ridurre la produzione di rifiuti urbani a 455 kg per abitante, di cui non più di 159 kg indifferenziati, aumentare la differenziata al 65%, raggiungendo un tasso di riciclaggio di almeno il 55%;
  • eliminando i rifiuti urbani biodegradabili conferiti in discarica.

L’atto richiama i principi dell’economia circolare, con il fine ultimo di realizzare un sistema in cui la produzione e il consumo siano organizzati in modo che il rifiuti costituisca realmente una risorsa.

In tale disegno i Sindaci saranno responsabili della corretta applicazione del principio di prevenzione, in merito alla produzione dei rifiuti urbani, la riduzione, la raccolta differenziata e il trasporto.

Ciascuno dei 9 consorzi di area vasta articoleranno il proprio territorio di riferimento in zone territoriali omogenee funzionali allo svolgimento dei servizi (in prima attuazione della legge, queste saranno coincidenti con i soppressi consorzi di bacino previste dalla l.r. n. 24/2002),in modo da poter rispondere ai principi di efficienza, efficacia ed economicità.

A loro volta, gli Enti locali avranno rappresentanza nell’assemblea consortile del relativo ambito di area vasta anche attraverso l’individuazione di un rappresentante unico per area territoriale omogenea.

In merito alla gestione degli impianti che insistono sui territori regionali, il Legislatore regionale provvede a sostituire le attuali Autorità territoriali ottimali provinciali (Ato) in numero pari ad otto, con un’unica autorità di dimensione regionale a cui attribuisce, in modo univoco, le funzioni di realizzazione e gestione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti a tecnologia complessa, comprese le discariche.

Lo scopo principale di ogni singolo consorzio di area vasta è quello di raggiungere gli obiettivi prefissati nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani, approvato dal Consiglio regionale nel mese di aprile 2016. Il Piano prevede di raggiungere entro il 2018 la produzione annua di rifiuto indifferenziato non superiore a 190 chilogrammi per abitante ed i 159 chilogrammi pro-capite entro il 2020. Tali obiettivi sono procrastinati di due anni unicamente per la città di Torino, in ragione della sua dimensione demografica e delle sue caratteristiche peculiari.

Viene anche disciplinato il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti e si provvede a ricondurre in capo alla Regione le competenze relative alla riscossione dello stesso, determinato in nuovi importi che tengono conto delle premialità da assegnare ai consorzi virtuosi che conferiranno meno rifiuti in discarica e promuoveranno la riduzione a livello generale. Si prevederanno, al contrario, sanzioni amministrative in caso i singoli consorzi di area vasta non raggiungano gli obiettivi previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani.

In prima battuta era stato approvato a maggioranza dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale, dopo 30 sedute che hanno visto la presentazione e la discussioni di numerosi emendamenti, alcuni dei quali hanno contribuito a migliorarlo in modo sostanziale anche grazie al contributo offerto dagli oltre 60 soggetti coinvolti nelle consultazioni, tra enti pubblici, associazioni, consorzi di bacino e organizzazioni sindacali.