L’esame parlamentare dello schema di decreto-legge n. 143/2026 presso la Commissione Ambiente del Senato definisce il raccordo tra l’ordinamento nazionale e le prescrizioni del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR). Nel corso dell’audizione, Stefano Sassone ha guidato il focus tecnico e di legalità del mercato per conto di Cisambiente Confindustria, evidenziando il valore delle deroghe ottenute a favore della filiera delle bioplastiche e del riciclo organico e denunciando con forza i rischi derivanti dal rinvio al 2030 del quadro sanzionatorio. Per garantire parità concorrenziale, prevenire infiltrazioni di plastiche tradizionali ed evitare la compromissione della qualità del compost agricolo, l’Associazione ha proposto l’attivazione immediata di poteri cautelari di blocco doganale e commerciale e l’istituzione di un Osservatorio permanente per la transizione degli imballaggi compostabili.
La valorizzazione della compostabilità e la tutela della filiera nazionale
Nel corso dell’audizione informale svoltasi dinanzi all’8ª Commissione permanente del Senato, la delegazione di Cisambiente Confindustria ha illustrato una memoria organica sulle disposizioni recate dal Decreto-Legge n. 143/2026, finalizzato ad adeguare il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) alla nuova architettura del Regolamento (UE) 2025/40. L’intervento legislativo si muove in linea con gli interessi della chimica verde e della gestione dei rifiuti organici del Paese, sfruttando le facoltà di salvaguardia tecnica e industriale contemplate dall’articolo 9, paragrafo 2, lettera b), e dall’articolo 25, paragrafo 3, del PPWR.
Tali clausole consentono all’Italia di derogare al vincolo generale di riciclabilità meccanica per taluni formati d’uso comune, imponendo che siano immessi sul mercato unicamente se certificati come biodegradabili e compostabili ai sensi della norma armonizzata UNI EN 13432.
| Formato di packaging interessato | Requisito di norma (art. 226-quinquies) | Raccordo impiantistico e fine vita |
| Ortofrutta preconfezionata (< 1,5 kg) | Solo monouso compostabile UNI EN 13432 | Conferimento e riciclo nella frazione organica umida |
| Somministrazione HORECA in loco | Monouso compostabile per cibi e bevande | Trattamento biologico integrato (contenitore-contenuto) |
| Monodosi condimenti (HORECA) | Bustine compostabili (olio, salse, zucchero) | Digestione anaerobica e compostaggio (deroga per asporto) |
| Flessibili per settore ricettivo | Imballaggi cortesia/igiene per singolo ospite | Circuito di valorizzazione FORSU industriale |
L’approccio coglie la specificità di frazioni ad elevata contaminazione alimentare, nelle quali il riciclo meccanico tradizionale si rivela antieconomico o tecnicamente impraticabile.
Tuttavia, l’analisi puntuale sviluppata da Stefano Sassone sulle disposizioni dell’articolo 226-quinquies e sul correlato apparato sanzionatorio introdotto all’articolo 261 del Codice Ambientale fa emergere una criticità applicativa: la norma pospone per intero l’applicabilità delle sanzioni pecuniarie (da 2.500 a 25.000 euro, estendibili fino al quadruplo per violazioni superiori al 10% del fatturato) al 1° gennaio 2030.
La posizione espressa in audizione da Stefano Sassone: legalità immediata e vigilanza doganale
Ad aprire i lavori dell’audizione parlamentare sul piano tecnico e della legalità del mercato è stato direttamente Stefano Sassone, Responsabile dell’Area Tecnica di Cisambiente, che ha illustrato ai senatori della Commissione Ambiente le richieste della filiera:
«Il Governo ha ben sfruttato le deroghe del PPWR a tutela dell’industria nazionale, imponendo per taluni formati la sola compostabilità certificata UNI EN 13432. Tuttavia, posporre le sanzioni e i divieti di commercializzazione al 1° gennaio 2030 rischia di generare un vuoto operativo di oltre tre anni che penalizza chi ha già investito in R&S. Sebbene l’obbligo teorico sia vigente, l’assenza di misure interdittive esplicite disincentiva l’adeguamento ed espone i produttori italiani di bioplastiche alla concorrenza sleale di importatori e distributori di packaging plastico tradizionale. Chiediamo di conferire subito a organi ispettivi e Dogane il potere di sequestro e blocco alla fonte dei flussi illegali o con claim ingannevoli, preservando il mercato interno da pratiche di concorrenza sleale e salvaguardando la purezza della frazione organica destinata al riciclo».
Come argomentato da Stefano Sassone durante il dibattito coi parlamentari, l’immissione sul mercato di partite in plastica fossile convenzionale prive di idonea certificazione o con asseverazioni ingannevoli non costituisce soltanto una distorsione della leale concorrenza, ma pregiudica in radice i processi di trattamento della FORSU. La presenza di plastiche non biodegradabili nei digestori anaerobici e nelle biocelle di compostaggio determina la frammentazione in microplastiche, compromettendo le rese agronomiche e la qualità del compost destinato ai suoli agricoli.
Il raccordo con gli impianti e la visione sistemica: gli interventi di Collura e Grandaliano
A dare ulteriore forza e organicità alla posizione espressa da Stefano Sassone sono stati i contributi degli altri due delegati intervenuti per Cisambiente Confindustria dinanzi all’8ª Commissione del Senato. Dal presidio della conformità commerciale alla chiusura del cerchio tra produzione e riciclo organico, la parola è passata a Flavio Collura, Responsabile dell’Area Biotecnologie del Dipartimento Politiche Ambientali, il quale ha illustrato la proposta di emendamento (comma 2-bis all’articolo 1) per istituire presso il MASE l’Osservatorio permanente per la transizione degli imballaggi compostabili, partecipato da Ministero, ISPRA e ISS:
«La transizione verso l’obbligo di compostabilità richiede un dialogo strutturato tra produttori e gestori dei rifiuti organici, attraverso l’istituzione presso il MASE di un Osservatorio permanente con ISPRA e ISS».
A sintetizzare la portata complessiva dell’iniziativa ed evidenziare il disegno sistemico delle istanze confindustriali è intervenuto infine Gianfranco Grandaliano, Responsabile dell’Area Politiche Ambientali di Cisambiente Confindustria, ribadendo la valenza strategica del provvedimento per l’intero Paese:
«L’adozione tempestiva del DL 143 è fondamentale per consolidare il primato italiano, contrastare il dumping commerciale e difendere gli investimenti della chimica sostenibile attraverso una regia istituzionale del MASE».
Le proposte congiunte presentate dalla delegazione mirano a garantire che la transizione ecologica si fondi su regole certe, controlli tempestivi alla frontiera e perfetta sinergia industriale tra chi produce bioplastiche e chi gestisce il recupero della frazione organica.
Media
Dal minuto 39:10 al 48:00
https://webtv.senato.it/webtv/commissioni/d-l-n-1432026-decreto-imballaggi-compostabili