In occasione della Giornata Nazionale dedicata alla transizione energetica e all’economia circolare, il Prof. Stefano Sassone (Responsabile Area Tecnica di Confindustria Cisambiente) è intervenuto alla Plenaria “Certificati blu e circolarità dell’acqua”. Il confronto, promosso da Task Force Italia presso la Clubhouse di Montecitorio, ha definito le soluzioni operative per un sistema nazionale idrico innovativo, puntando su metriche scientifiche (ISO 14046) e sulla creazione delle Water Service Companies (WSCo).
La visione di task force italia: scienza e collaborazione
Il lavoro di Task Force Italia si fonda su una collaborazione strutturata con il mondo istituzionale per definire le priorità strategiche del Paese.
Come sottolineato dall’On. Patty L’Abbate in apertura dei lavori, la gestione sostenibile della risorsa idrica richiede un cambio di passo immediato: “Le sfide che abbiamo davanti vanno affrontate con scienza, tecnica e competenza. L’acqua è una risorsa sempre più scarsa e non possiamo permetterci di rimandare ancora: dobbiamo collaborare per soluzioni concrete”.
La plenaria ha posto al centro l’urgenza di intervenire sulla riduzione delle perdite infrastrutturali e sul riutilizzo delle acque reflue, utilizzando strumenti innovativi come i certificati blu per incentivare un uso responsabile della risorsa lungo tutta la filiera.
Un algoritmo per la qualità
Secondo Stefano Sassone, il sistema nazionale dei Certificati Blu deve poggiare su metriche scientifiche evolute per non ridursi a un mero adempimento formale: “Dobbiamo usare standard come la ISO 14046 sulla Water Footprint, ma con un algoritmo che pesi anche lo stress idrico del territorio e la qualità dell’acqua restituita, premiando chi rimuove gli inquinanti più critici come i PFAS”.
L’obiettivo è trasformare l’eccellenza tecnica del waste management in un asset economico, rendendo conveniente l’investimento in impianti di trattamento avanzati che restituiscano risorsa pulita ai cicli produttivi.
Il modello WSCo e la scalabilità
Per garantire l’efficacia del mercato, Sassone propone di mutuare l’esperienza dei certificati bianchi dal settore energetico: “Favoriamo la nascita delle WSCo (Water Service Companies), operatori specializzati in grado di finanziare gli interventi di efficienza e riuso presso le industrie, ripagandosi proprio con i Certificati Blu generati”.
La proposta prevede una fase di avvio volontaria e incentivata di 3-5 anni, supportata da agevolazioni fiscali e fondi di garanzia, per poi passare a un regime obbligatorio per i grandi settori “idro-esigenti”, garantendo la sostenibilità di un sistema dove l’acqua è il vero “oro blu” dell’economia circolare.
I protagonisti della plenaria
Al confronto, moderato dall’On. Patty L’Abbate (Commissione Ambiente, Camera dei Deputati), hanno partecipato:
- Marzia Chiesa, Chief Strategy & Sustainability Officer, SODAI S.p.A.
- Prof.ssa Alessandra Gallone, Presidente, ISPRA
- Alessandro Garavaglia, Direttore Relazioni Esterne & ESG, Acqua Novara.Vco SpA
- On. Dario Iaia, Componente Commissione Ambiente, Camera dei deputati
- Dr. Angiolo Martinelli, Direttore Divisione Uso sostenibile risorse idriche, MASE
- Franco Masenello, Amministratore Delegato, Almaviva Bluebit SpA Società Benefit
- Francesco Paolicelli, Assessore all’Agricoltura, Regione Puglia
- Francesca Portincasa, Chief Operating Officer, Acquedotto Pugliese SpA
- Prof. Stefano Sassone, Responsabile Area Tecnica, Confindustria Cisambiente
- On. Marco Simiani, Componente Commissione Ambiente, Camera dei deputati