Cisambiente Confindustria ha inaugurato l’avvio operativo della nuova “Area CER”, la macro-struttura interna costituita per affiancare il sistema industriale nello sviluppo dei progetti di energia condivisa. L’incontro ufficiale, tenutosi a Roma in viale dell’Astronomia, ha riunito i principali vertici istituzionali, parlamentari e scientifici del settore ecologico. Il dibattito si è focalizzato sulla transizione dai vecchi modelli energetici centralizzati verso configurazioni collettive decentralizzate basate sulle fonti rinnovabili, nate formalmente con il recepimento della Direttiva UE RED II tramite il D.Lgs. 199/2021. Superata la prima fase di entusiasmo costitutivo, l’associazione ha promosso un confronto pragmatico volto a esaminare l’architettura degli incentivi e i severi colli di bottiglia informatici e autorizzativi che stanno rallentando la messa a terra degli impianti territoriali.
Il framework normativo delle CER e il meccanismo virtuale del GSE
L’intelaiatura delle Comunità Energetiche Rinnovabili si consolida nel tempo attraverso molteplici atti normativi sussidiari, tra i quali figura il TIAD di ARERA (Delibera 727/2022/R/eel), che ha introdotto il confine geografico della Cabina Primaria e quantificato il Corrispettivo di Valorizzazione per le componenti di rete risparmiate consumando energia in loco.
A questo si aggiungono il Decreto CACER del MASE del 7 dicembre 2023, che ha introdotto la Tariffa Premio Incentivante ventennale e i contributi a fondo perduto del PNRR, e le Regole Operative del GSE del 23 febbraio 2024 (aggiornate a marzo 2026).
Durante l’introduzione dei lavori della tavola rotonda, Stefano Sassone, Responsabile dell’Area Tecnica di Cisambiente Confindustria, ha illustrato il funzionamento tecnico del sistema:
“La CER si configura come un soggetto giuridico autonomo basato sulla partecipazione aperta e volontaria di consumatori, che mettono a dispositione i dati di consumo dei propri contatori elettrici identificati dal codice POD, e produttori/prosumer, che installano gli impianti rinnovabili (UPN) investendo i capitali. Si tratta di un meccanismo di autoconsumo diffuso puramente virtuale: l’energia prodotta e non consumata fisicamente sul posto viene immessa nella rete elettrica pubblica. Il ‘cervellone’ centrale del mercato elettrico (il SII) invia le letture orarie al GSE, il quale controlla quanta energia hanno consumato, ora per ora, nello stesso identico momento in cui i pannelli fotovoltaici (le UPN) producevano energia. Più i consumi dei POD associati sono sincronizzati con la produzione degli impianti, più aumenta l’energia condivisa e più aumenta l’ammontare degli incentivi economici che il GSE pagherà alla Comunità.”
Le asimmetrie informative e le differenze tra il modello pubblico e privato
Il monitoraggio statistico evidenzia un quadro in forte crescita, con 1.805 configurazioni complessive operative censite nel Paese a fine 2025, tra le quali il dato ufficiale del Rapporto GSE isola precisamente sole 144 CER attive sul territorio nazionale. Stefano Sassone ha denunciato i blocchi burocratici che rischiano di compromettere questi risultati:
“Le criticità variano significativamente in base alla natura giuridica del promotore. Mentre le CER pubbliche guidate da Comuni o Fondazioni si scontrano con la rigidità dei requisiti amministrativi per gli enti locali — come l’ambiguità nella nozione di cliente finale per i POD intestati all’ente o i vincoli all’installazione di fotovoltaico a terra in aree agricole ex art. 11-bis —, le CER private soffrono maggiormente per l’incertezza finanziaria e i colli di bottiglia operativi. Registriamo una totale assenza di interoperabilità informatica tra i software gestionali delle CER e il Portale GSE per lo scarico automatizzato dei dati orari di misura (kWh) e delle mappe delle Cabine Primarie, che costringe gli operatori a gestioni manuali di migliaia di file. Inoltre, l’assenza di una procedura digitale sul portale costringe all’invio delle modifiche delle configurazioni via PEC: le richieste trasmesse nel 2025 sono ad oggi prive di riscontro, congelando l’ingresso di nuovi soci e impianti.”
Dettagli dell’evento e programma dei lavori
Riferimenti temporali e logistici
Mercoledì 20 maggio 2026, ore 10:30, Sala Conferenza Stampa – Confindustria, Viale dell’Astronomia, 30 – Roma.
Elenco degli interventi
Saluto istituzionale
- Lucia Leonessi – Direttore Generale Cisambiente Confindustria
Intervengono
- Maria Alessandra Gallone – Presidente ISPRA
- Luca Squeri – Membro Camera dei Deputati – Responsabile Dipartimento Energia Forza Italia
Le comunità energetiche rinnovabili: 3 esempi
Introduce
- Stefano Sassone – Responsabile Area Tecnica Cisambiente Confindustria
Parola alle CER
- Silvia Chiassai Martini – Presidente Fondazione CER Italia e Sindaco di Montevarchi (AR)
- Felice Vai – Presidente CER Use Nord
- Lorenzo Carosso – Presidente Solar Valley
Conclusioni
- Roberta Toffanin – Esperto consulente del MASE – Membro CdA GSE

