Martedì 22 settembre 2026, presso la Sala Assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa a Firenze, si terrà il convegno regionale promosso dalla Delegazione Toscana di AIDDA dedicato all’integrazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nei distretti industriali. L’evento analizzerà l’attuazione operativa del Decreto MASE 414/2023, evidenziando come la condivisione dell’energia pulita trasformi i lastrici solari dei capannoni da asset passivi a motori di marginalità economica e conformità ESG certificabile. Tra gli interventi, Stefano Sassone andrà ad esaminare i modelli di bancabilità, l’abbattimento delle emissioni Scope 2 secondo gli standard CSRD e le garanzie tariffarie ventennali riconosciute dal GSE.
La cornice istituzionale e il programma dei lavori a Firenze
La transizione ecologica dei sistemi produttivi si appresta a compiere un salto di qualità operativo, superando le enunciazioni teoriche per ancorarsi a metriche industriali misurabili, redditività degli investimenti e conformità regolatoria. Questa direttrice sarà al centro del convegno regionale organizzato dalla Delegazione Toscana di AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda), in calendario per martedì 22 settembre 2026, dalle ore 16:00 alle ore 19:00, presso la sede di Confindustria Toscana Centro e Costa in Via Valfonda 9 a Firenze.
L’incontro, intitolato “Le comunità energetiche per un futuro davvero green”, riunirà i vertici dell’amministrazione regionale toscana, le rappresentanze datoriali, il mondo accademico e i principali esperti di diritto ed economia dell’energia per analizzare le ricadute del Decreto MASE 414/2023 sul tessuto delle micro, piccole e medie imprese.
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del Presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, Lapo Baroncelli, incentrati sulla salvaguardia dei costi energetici per garantire la tenuta del distretto manifatturiero.
Seguirà la disamina di Lucia Leonessi, Direttore Generale di Cisambiente Confindustria, sul ruolo dell’associazione industriale quale cerniera tra innovazione tecnologica, economia circolare e gestione avanzata delle utility di servizio.
Il confronto proseguirà con l’intervento di Silvia Chiassai Martini, Presidente di Fondazione CER Italia, dedicato alle best practice territoriali di condivisione energetica, e con il punto di vista analitico di Grazia Francescato, saggista e già Presidente di WWF Italia, sul valore democratico e partecipativo della transizione dal basso.
Le conclusioni saranno affidate al Cav. Fabrizio Bernini, Presidente di Confindustria Toscana, che farà il punto sull’integrazione tra fotovoltaico di nuova generazione e sistemi di accumulo stazionario (BESS) per ottimizzare i profili di prelievo delle fabbriche.
Coordinate e dettagli operativi dell’evento
| Parametro Operativo | Dettaglio e Riferimento Ufficiale |
| Ente Promotore | AIDDA Delegazione Toscana (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda) |
| Data e Orario | Martedì 22 Settembre 2026 | Dalle ore 16:00 alle ore 19:00 |
| Sede dei Lavori | Confindustria Toscana Centro e Costa, Sala Assemblea, Via Valfonda 9, Firenze (FI) |
| Modalità Telematica | Microsoft Teams (ID Riunione: 321 267 826 677 145 | Passcode: 94XY7V4R) |
| Segreteria e Accrediti | delegazionetoscana@aidda.org | Telefono di coordinamento: 333 5867831 |
L’analisi tecnico-economica di Stefano Sassone tra regole GSE e rendicontazione CSRD
Nell’ambito dell’incontro, la relazione affidata a Stefano Sassone, Direttore dell’Area Tecnica di Cisambiente Confindustria e Docente a contratto di ESG Compliance presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, andrà ad analizzare l’intersezione tra le delibere dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), le regole operative del GSE e i vincoli europei di rendicontazione della sostenibilità societaria:
«Occorre chiarire una distinzione di fondo: le CER non sono aziende, ma soggetti no-profit creati per generare impatti ambientali e sociali territoriali. Tuttavia, sono le imprese private a rappresentare il motore industriale indispensabile di questo meccanismo. Mettendo a disposizione i lastrici solari dei capannoni e coordinando i carichi di stabilimento con le utenze del territorio, l’azienda abbatte i costi tramite l’autoconsumo fisico e valorizza l’energia eccedente con la tariffa ventennale erogata dal GSE sulla quota condivisa virtualmente. Ma il valore decisivo risiede nell’integrazione con la direttiva CSRD: partecipare a una CER consente di documentare in modo oggettivo e certificabile la riduzione delle emissioni Scope 2 secondo gli standard ESRS E1, dimostrando inoltre un impatto sociale reale sulla povertà energetica territoriale nell’ESRS S3 e rafforzando la governance d’impresa e i protocolli esimenti del Modello 231».
Per il tessuto manifatturiero toscano e nazionale, l’adozione delle CER cessa di essere una spesa accessoria o una scelta etica di facciata, trasformandosi in una leva di redditività e bancabilità industriale. L’allineamento tra l’autoconsumo diffuso, le tariffe incentivanti garantite per vent’anni dal Gestore dei Servizi Energetici e i presidi di rendicontazione CSRD dimostra che la conformità ESG genera marginalità economica reale, rafforza la stabilità patrimoniale dell’impresa e consolida il radicamento dell’attività produttiva nel tessuto socio-economico locale.