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Fiera Ecomed Catania, Sassone: “I RAEE sono le miniere del futuro. In Sicilia salto di specie industriale”

Stefano Sassone, direttore dell’area tecnica di Confindustria Cisambiente, ha delineato a Catania, in occasione di Ecomed 2026, la visione industriale per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Sicilia. Al centro del dibattito, le misure negoziate con la UE che prevedono il recupero di almeno il 67% dei rifiuti urbani entro il 2030, contenendo lo smaltimento in discarica entro l’8%. Si tratta di un “salto di specie” epocale che condensa in pochi anni lo sviluppo che altrove ha richiesto tre decenni. Sassone ha ribadito che solo attraverso investimenti massicci — circa mezzo miliardo di euro per le filiere di riciclo e 800 milioni per i termovalorizzatori — l’isola potrà recuperare competitività e dignità ambientale.

Dichiarazioni post-evento di Stefano Sassone

Riportiamo di seguito le dichiarazioni ufficiali rilasciate da Stefano Sassone al termine dei lavori: “In Sicilia l’87% dei rifiuti speciali non pericolosi viene già recuperato, parliamo di oltre 6 milioni di tonnellate. Tuttavia, il focus strategico indicato dal documento europeo riguarda i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Dal punto di vista dell’architettura industriale di Cisambiente, voglio lanciare un assist preciso. Stiamo vivendo la transizione ecologica e digitale. Passare dal petrolio ai pannelli solari, dalle auto a benzina a quelle elettriche, richiede litio, cobalto, nichel, silicio e Terre Rare (Neodimio, Praseodimio). L’Europa non ha miniere naturali di queste risorse; siamo totalmente dipendenti dalle importazioni, con rischi geopolitici evidenti. I RAEE sono la nostra miniera. Il Mining Urbano — l’estrazione di questi metalli preziosi dalle nostre vecchie lavatrici, smartphone e computer — è la forma più elevata di salvaguardia economica e ambientale. Finanziare impianti per il trattamento fine dei RAEE in Sicilia significa attrarre alta tecnologia, creare posti di lavoro specializzati e rendere l’industria italiana meno ricattabile dalle fluttuazioni delle catene di approvvigionamento asiatiche.”

Le misure per gli urbani: selezione, raffinazione e termovalorizzazione

Il piano regionale, illustrato anche attraverso il contributo dell’ex Ministro Corrado Clini, prevede una gestione del rifiuto urbano indifferenziato articolata nelle seguenti fasi:

  • selezione delle materie prime seconde (metalli, plastica, carta);
  • raffinazione della frazione secca per produrre CSS (Combustibile Solido Secondario) da utilizzare nei cementifici e termovalorizzatori;
  • raffinazione della frazione umida per compost o biometano.
  • circa il 25% degli scarti sarà destinato ai due nuovi termovalorizzatori, definiti da Sassone come “l’anello mancante” per la chiusura del ciclo.

L’obiettivo è minimizzare l’impatto ambientale riducendo le emissioni di CO2 e il consumo di risorse naturali, trasformando finalmente la Sicilia da esportatrice di rifiuti a hub dell’economia circolare mediterranea.

Locandina e partecipanti alla tavola rotonda

PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI: DAL RECUPERO DI MATERIA ALLA PRODUZIONE DI ENERGIA. DALLE PIATTAFORME DI SELEZIONE E RECUPERO AI TERMOVALORIZZATORI.

Evento: ECOMED. SALA IONIO Tavola Rotonda 23 aprile 2026 14.30-18.00.

Introduzione e coordinamento:

  • CORRADO CLINI: Ex Ministro dell’Ambiente.

Interventi

  • Paolo Zelano: Amministratore delegato di UNICEM.
  • Margherita Galli: Direttore FEDERBETON.
  • Michele Priori: Presidente Consorzio Cobat RAEE.
  • Francesco Failla: Vicepresidente CISAMBIENTE-CONFINDUSTRIA.
  • Stefano Sassone: Università Ca’ Foscari Venezia – Direttore Area Tecnica CISAMBIENTE-CONFINDUSTRIA.